Il giudice del Lavoro di Perugia ha reintegrato Federico Fioravanti alla direzione del Corriere dell’Umbria dichiarando illegittimo il licenziamento del 12 gennaio 2009. Il braccio di ferro tra l’ex direttore e l’editore, quindi, ha visto prevalere il primo. Cosa accadrà ora è difficile dirsi.
La sentenza Fioravanti è stato reintegrato sulla base dell’ormai celeberrimo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che assicura il ritorno nel posto di lavoro nel caso di licenziamento illegittimo, che quindi è applicabile, ove ne sussistano le condizioni, anche ai direttori di giornali. È questo il nucleo della sentenza del giudice del Lavoro del Tribunale di Perugia Simonetta Liscio.
Il ricorso Fioravanti era stato licenziato il 12 gennaio 2009 e al suo posto l’editore ha scelto alla guida del Corriere Anna Mossuto. Fioravanti, attraverso l’avvocato Siro Centofanti ha presentato ricorso al Tribunale di Perugia, basato sul fatto che, non avendo poteri di assunzione, né di licenziamento di altri giornalisti, né di spesa, non poteva essere considerato dirigente, per cui era applicabile anche a lui l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Il Tribunale gli ha dato ragione annullando il licenziamento.
Gli arretrati Il Tribunale ha altresì condannato la Società editrice a pagare a Fioravanti tutte le retribuzioni dal giorno del licenziamento (con detrazione dell’indennità di preavviso) e i relativi contributi previdenziali, oltre a rimborsargli tutte le spese di giudizio. La causa si riferiva peraltro a un licenziamento precedente il nuovo contratto collettivo per giornalisti del 26 marzo 2009, che ha previsto la qualifica dirigenziale dei direttori di giornale.
E ora? L’ordine del giudice è il reintegro, ma è prevedibile che l’editore impugni la sentenza. Intanto, formalmente, Fioravanti dovrebbe tornare alla direzione. Ma è probabile che si ricerchi un accordo o si proceda a un nuovo licenziamento, consentito dal nuovo contratto, con il pagamento però di tutto ciò che il nuovo contratto stabilisce per i dirigenti. L’episodio cade in un periodo molto particolare per il Corriere dell’Umbria, sul quale si susseguono voci di una possibile cessione dal gruppo Barbetti al gruppo Angelucci, editore di Libero.


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