di Maurizio Troccoli

Appare sul Corriere della Sera, mercoledì, la notizia dell’azienda danese che, grazie alla sua medicina contro l’obesità, fa crescere il Pil della Danimarca, contribuendo per il 90% al suo +1,9%. E’ la Novo Nordisk: ha superato la regina indiscussa d’Europa la Lvmh, che opera nel settre del lusso, posizionandosi al primo posto per valore di Borsa: 399 miliardi contro i 384. A guardare dall’Umbria, la mente non può che andare alla Brunello Cucinelli, il cui export, fa lievitare quello dell’intera regione. Nel primo trimestre di quest’anno la ‘Maglieria e abbigliamento di Perugia’ hanno realizzato vendite all’estero per circa 165 milioni di euro (+32,8% tendenziale). Ma questo è solo un parallelismo, tra l’altro riscontrabile in molte realtà che ospitano aziende ‘colossi’ di vari settori. Quello che invece colpisce è la risposta, l’interesse, che solleva una medicina contro l’obesità.

Il farmaco contro l’obesità La Novo Nordisk è specializzata per i farmaci contro il diabete. Uno di questi, l’Ozempic, a base di semaglutide, è risultato efficace nel ridurre l’appetito e aumentare il consumo di calorie. Così le azioni della Novo Nordisk hanno raddoppiato il valore e sul mercato è stato lanciato il prodotto specifico contro l’obesità Wegovy: successo strepitoso negli Stati Uniti con oltre 100 milioni di obesi e una campagna di comunicazione sostenuta da molte star di Hollywood.

Gli obesi in Umbria Facili previsioni tenuto conto dell’entità del fenomeno. In Umbria il 44,6% della popolazione ha problemi di eccesso ponderale (di questi l’11,3% è obeso), una percentuale in linea con il dato nazionale che è del 42,4%. E’ quanto emerge dai dati del sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia).

Dove in Europa In Europa il farmaco è arrivato nel 2023: in Danimarca, Germania, Norvegia e Regno Unito. Gli analisti prevedono che il giro di affari di farmaci contro l’obesità raggiungerà 150 miliardi di dollari nel 2031. Il monopolio della Novo Nordisk è insidiato, al momento, dalla Eli Lilly che è in attesa di approvazione per il Mounjaro. Il Wegovy ha fruttato all’azienda danese 14 miliardi di ricavi e 5,3 miliardi di utili nel primo semestre del 2023, ma il gruppo danese non ha la capacità produttiva di soddisfare tutta la richiesta del farmaco. Tra l’altro è molto costoso: negli Stati Uniti vale 1.300 dollari al mese e metà delle assicurazioni non lo coprono. Nel Regno Unito costa 300 euro al mese e il servizio sanitario nazionale ha fissato il limite di due anni alla copertura. Le dimensioni del fenomeno preoccupano i governi che vorrebbero garantirlo alla popolazione. Ma l’azienda danese, con un recente studio ha voluto dimostrare che conviene perché Wegovy garantirebbe una diminuzione del 20% di infarti e ictus e il calo di obesi contribuirebbe a una riduzione delle ospedalizzazioni e delle assenze da lavoro. Solo negli Usa il costo sanitario determinato dall’obesità è di 147 miliardi all’anno.

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