«Dobbiamo cominciare a demolire e densificare le città, come facevano i nostri antenati». È il monito lanciato da Paolo Belardi, professore ordinario di Composizione architettonica e urbana dell’Università degli Studi di Perugia, nel corso del workshop «Le 3 S dell’abitare: social, student e senior housing», organizzato da Coop Umbria Casa in collaborazione con Prelios Sgr nell’ambito di Expo Casa. Secondo Belardi, la vera sostenibilità non si limita all’uso di tecnologie verdi, ma passa per la continuità urbana: «I centri storici umbri, costruiti riutilizzando pietre, capitelli e fregi, sono esempi di sostenibilità. Le periferie, invece, molto meno».
Il workshop L’evento, che si è svolto martedì a Bastia Umbra, ha riunito istituzioni locali, professionisti e rappresentanti del settore immobiliare per discutere di modelli abitativi innovativi e della necessità di un approccio integrato alla rigenerazione urbana. «La casa non è solo un tetto sopra la testa, ma un ecosistema di servizi e opportunità» ha spiegato Laerte Grimani, presidente di Coop Umbria Casa. Il social housing si rivolge a chi, pur non rientrando nei criteri dell’edilizia popolare, fatica a trovare soluzioni abitative accessibili. Lo student housing deve offrire residenze temporanee a studenti e docenti con spazi adeguati allo studio e alla vita sociale. Infine, il senior housing mira a garantire autonomia e inclusione agli over 65, spesso soli, attraverso alloggi con servizi integrati.
Ragnacci Matteo Ragnacci, presidente di Legacoop produzione e servizi Umbria, ha evidenziato l’urgenza di ripensare la rigenerazione urbana alla luce delle trasformazioni demografiche: «La nostra regione ha 800mila abitanti e sta perdendo popolazione. I giovani faticano a trovare alloggi, mentre molte strutture risultano fatiscenti. Dobbiamo trasformare questi spazi in luoghi di socialità e cultura, ‘coltivando’ la Civitas, come dicevano i Romani».
Ricca Sul fronte degli investimenti, Armando Ricca, head of social housing di Prelios Sgr, ha illustrato i risultati del fondo Abitare sostenibile Centro Italia, finanziato da Cassa depositi e prestiti, investitori privati e Fondazioni locali: «Dal 2014 abbiamo attivato otto iniziative in Umbria, per un totale di circa 700 unità abitative e un investimento di 100 milioni di euro. Il nostro obiettivo è intercettare la “fascia grigia” tra il libero mercato e l’edilizia popolare, offrendo soluzioni come locazioni a lungo termine, patti di futura vendita e canoni calmierati».









