C’è chi le sorti dell’ex palazzo comunale di Collescipoli le ha particolarmente a cuore. Si tratta dell’associazione culturale L’Astrolabio che, ormai da mesi, si batte perché il bene resti un simbolo storico del borgo e non venga trasformato in altro. Ad esempio, in una struttura ricettiva. Dopo la pubblicazione del bando per la concessione di valorizzazione dell’immobile, non tarda ad arrivare l’analisi dell’associazione: in parte sollevata dall’esclusione della possibilità che il palazzo si trasformi in una struttura ricettiva, dall’altra qualcosa che fa storcere il naso c’è.

Ex palazzo comunale Collescipoli «Nei mesi scorsi il Comune di Terni – ripercorre il presidente de L’Astrolabio, Giuseppe Rogari – ha esperito un avviso pubblico per manifestazioni d’interesse per 17 beni di sua proprietà ai fini della concessione di valorizzazione ai sensi dell’art. 3-bis del decreto-legge n. 351 del 2001 e di far accedere l’aggiudicatario ai fondi Gepafin-Sviluppumbria per la trasformazione dei beni in strutture ricettive. Il palazzo comunale di Collescipoli era stato incomprensibilmente inserito in questo elenco pur essendo occupato per intero ed essendo stato recuperato nel 2005 con una spesa di 900 mila euro di fondi del terremoto, quindi senza necessità di essere recuperato, ma soltanto di avere alcune manutenzioni dopo 20 anni». Dare corso a questa idea, secondo l’associazione, avrebbe significato per il borgo «perdere il monumento simbolo della sua storia, spazi pubblici e la stazione distaccata dei vigili». E infatti ad aprile L’Astrolabio ad aprile si era attrezzato per impedirlo, sottoponendo a cittadine e cittadini un una petizione contro l’iniziativa del Comune. E «in pochi giorni abbiamo raccolto 316 firme di persone sdegnate da questa scellerata decisione. Nel mese di maggio a riscontro della petizione, la nostra associazione è stata convocata dalla commissione preposta, dove il vicesindaco ci aveva assicurato che nel palazzo comunale di Collescipoli non sarebbe stato mai realizzato un b&b e vista l’emergenza furti e vandalismo, i vigili non sarebbero andati via salvo una diversa collocazione nel borgo».

Il commento sul bando Arrivando al dunque L’Astrolabio commenta il nuovo bando per la concessione di valorizzazione, dal quale «si evince che se da un lato si è scongiurata la destinazione a struttura ricettiva, dall’altro si mette a ‘valorizzazione’ il piano nobile, dove sono affreschi e beni mobili di pregio, nonché la magnifica prigione della Larga, un ambiente colmo di storia grazie agli intonaci ricchi di graffiti medioevali dei carcerati (unica sala pubblica per le riunioni e le assemblee). Questa decisione, inoltre, comporterà la chiusura della sezione distaccata dei vigili, in un momento in cui vi sono gravissime criticità di ordine pubblico nel paese. Infatti in poche settimane si sono verificati 18 furti alle auto, furto al centro sociale e al ristorante ‘La Genga’, al Conventino, a palazzo Ungari, alla taverna ‘Torritulum’, un tentativo di furto anche al palazzo comunale, a palazzo Catucci, alla chiesa di S. Stefano. Questa scelta lascia quindi ulteriormente mano libera a ladri e vandali che già oggi stanno mettendo a dura prova la vita dei residenti». Su un piano ‘tecnico’ inoltre, «siamo siamo rimasti allibiti perché colui che prenderà in concessione i prestigiosi locali, anziché essere obbligato a portare avanti una seria valorizzazione del bene, pagherà per 50 anni la miseria cifra di 1.500 euro + iva all’anno e non è dettagliato l’obbligo di ristrutturare la facciata, l’antico orologio, il portone, il sistema di allarme, eccetera. In pratica – conclude l’associazione – il concessionario potrebbe non eseguire nessuna delle opere più importanti. Dispiace constatare che un palazzo comunale, simbolo della storia di un borgo, sia trattato come un vuoto a perdere, senza comprenderne la sua storia ed il valore per la sua comunità».

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