di C.P.

Un pezzo di storia in cerca di futuro. È così per l’ex palazzo comunale di Collescipoli, un edificio storico del XVI secolo, scrigno di testimonianze artistiche e architettoniche del borgo, ma da tempo ‘dimenticato’. Il Comune di Terni ha deciso di scommettere sull’edificio, firmando il bando per la concessione di valorizzazione, che chiude un lungo iter amministrativo iniziato circa un anno fa.

Ex palazzo comunale Ad oggi la struttura di corso dei Garibaldini 57 viene utilizzata quale «sede di funzioni pubbliche, sede distaccata della polizia locale ed archivio storico, con alcuni locali al piano terra dedicati all’associazionismo». Come detto, le origini dell’edificio – fino al 1927 sede amministrativa del borgo – sono antiche e ospita ambienti di grande valore storico. Ad esempio c’è l’antica sala consiliare ricavata dalle Carceri della Larga, con graffiti lasciati dai detenuti nei secoli; l’appartamento affrescato del podestà; l’archivio storico che conserva oltre cinque secoli di documenti e un fondo librario. Ed è per questo che è in corso «la verifica dell’interesse culturale» e, nel caso di apposizione del vincolo culturale da parte della Soprintendenza, «l’aggiudicazione definitiva del bando sarà condizionata dall’autorizzazione alla concessione da parte della direzione regionale per i Beni e le Attività Culturali».

Il progetto di concessione Ora, il bando approvato di gara approvato da Palazzo Spada, è finalizzato alla rigenerazione degli immobili comunali di pregio, attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato. Il bando, infatti, rientra nel quadro dell’art. 3-bis del d.l. 351/2001, che permette agli enti pubblici di affidare a soggetti privati immobili di valore storico per interventi di recupero e restauro; rifunzionalizzazione; gestione delle attività culturali, sociali e del servizio al cittadino. La concessione durerà al massimo 50 anni e i lavori dovranno concludersi entro i primi quattro dalla sottoscrizione del verbale di consegna. Con una proroga di massimo 12 mesi «per cause non imputabili al
contraente». Il canone di concessione a base d’asta è fissato a 1.500 euro l’anno. E comunque, le risorse economiche per gli interventi previsti sugli immobili comunali «potranno essere reperite anche tramite partenariato pubblico- privato con l’espressa autorizzazione da parte dell’Ente alla partecipazione, da parte degli operatori economici interessati ed aventi i requisiti richiesti, a bandi pubblici che prevedano contribuzione economica, con la messa a disposizione degli immobili comunali». Nella fase di progettazione, inoltre, il concessionario dovrà sottoporre il progetto all’approvazione degli enti competenti. Per quanto riguarda la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli immobili in concessione, sarà «a carico totale del concessionario per tutta la durata del contratto».

Collescipoli Insomma, che sia un’occasione di rinascita per il palazzo e anche per il borgo? Intanto, per impedire che l’ex palazzo comunale diventasse un b&b si erano già mossi i cittadini che, lo scorso aprile, avevano raccolto quasi trecento firme per impedirlo. Si vedrà.

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