Manifestazione d’interesse per la concessione di valorizzazione di immobili comunali siti nei borghi. L’associazione L’Astrolabio di Collescipoli non ci sta e lancia una petizione, firmata per ora da 283 cittadini, per dire «no alla struttura ricettiva nel palazzo comunale».
Petizione Collescipoli «Nei mesi scorsi il Comune di Terni ha esperito un avviso pubblico per manifestazioni d’interesse per 17 beni di sua proprietà ai fini della concessione
di valorizzazione ai sensi dell’art. 3-bis del decreto-legge n. 351 del 2001 e di far accedere
l’aggiudicatario ai fondi Gepafin/Sviluppumbria per la trasformazione dei beni in strutture ricettive – scrive l’associazione in una nota -. Il Palazzo comunale di Collescipoli è stato incomprensibilmente inserito in questo elenco. La nostra associazione e moltissime altre persone si oppongono alla devastazione di questo bene. Dar corso a questa idea, infatti, vorrebbe dire per Collescipoli perdere un monumento simbolico della sua storia, spazi pubblici e la stazione distaccata dei vigili, fatto, quest’ultimo, confermato dall’assessore
Bordoni in Consiglio comunale. Ricordiamo all’amministrazione comunale che lo scorso anno essa stessa aveva inserito il palazzo Comunale, il Chiostro di Santa Cecilia e palazzo Catucci, beni importanti per la loro storia, il loro valore artistico e la loro bellezza, nel gruppo dei beni da sottoporre a manutenzioni, impegnando fondi nel bilancio di previsione (impegno poi disatteso). La nostra associazione ha sottoposto alla popolazione del borgo e del territorio una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre 283 firme (in crescita giorno dopo giorno) di persone sdegnate da questa scellerata decisione».
