foto Perugia solidale

di El.Bi.

Continua lo scambio di frecciate su Eurochocolate: il botta e risposta tra il comitato Perugia Solidale e il patron Eugenio Guarducci continua sui social e a mezzo stampa. Dopo il corteo della settimana scorsa, la polemica ora riguarda il rifiuto da parte del comitato a partecipare ad una trasmissione televisiva di una rete locale. E il grande assente, tirato in causa da entrambe le parti, continua ad essere il Comune.

Toni netti quelli del post social del comitato Perugia solidale che la settimana scorsa aveva organizzato – insieme ad altre sigle – un corteo contro Eurochocolate. Le reazioni, in particolare quella del patron Eugenio Guarducci, vengono definite «esilaranti se non fossero grottesche. Il patron Guarducci che partecipa ai consigli comunali, che chiede solidarietà, che letteralmente inventa minacce contro la sua famiglia mai avvenute». Una narrazione quella del patron di Eurochocolate definita dagli attivisti come «vittimismo delle oligarchie», comportamento giudicato sproporzionato quello di chi «tiene in mano ricchezza, potere e media» e che alla prima contestazione «si affanna a passare per vittima».

MANIFESTAZIONE CONTRO EUROCHOCOLATE SOTTO LA PIOGGIA – LE FOTO

Il comitato, poi, ribadisce che la loro manifestazione riguarda le «vere vittime»: «le lavoratrici e i lavoratori sfruttati nella filiera del cioccolato, le persone che stanno 12 ore negli stand, i piccoli agricoltori a cui si impone la monocultura dei noccioleti, i cittadini di Perugia e le piccole attività commerciali che subiscono le conseguenze su viabilità e traffico di questo evento, e, ovviamente, i palestinesi, vittime di un genocidio indirettamente sostenuto da aziende come Nestlè». Gli attivisti rivendicano il diritto alla contestazione pacifica ribadendo che «il corteo è stato privo di ogni forma di violenza». Un diritto che diventa «dovere per chi, come noi, ha in mente un’altra idea di città, di filiera del cioccolato e di organizzazione sociale. Se poco più di cento persone in piazza sotto la pioggia provocano tanto clamore, evidentemente abbiamo toccato un nervo scoperto».

«A differenza di Guarducci a noi non serve la solidarietà di nessuno – continua il comitato -, e nemmeno la vicinanza delle istituzioni, ci basta quella delle centinaia di cittadini che in questi giorni ci hanno scritto, hanno condiviso i nostri contenuti, hanno commentato positivamente la nostra mobilitazione. Ne approfittiamo per dire che siamo stati invitati a una trasmissione televisiva in cui si parlerà di Eurochocolate. Tanto la trasmissione, che conosciamo per il modo in cui affronta certi argomenti, quanto chi la conduce, un esponente leghista, rendono ben poco “superpartes” la situazione in cui dovremmo portare le nostre ragioni. Decliniamo l’invito alla trasmissione, ma pure l’invito ad arrenderci allo status quo».

A rispondere non è il Comune, tirato in causa da entrambe le parti, ma che ancora tace sulla questione. Ad inserirsi nella discussione, è la conduttrice della trasmissione ed ex consigliera regionale della Lega, Manuela Puletti, che in un lungo post definisce la posizione di Perugia Solidale come «ignoranza mista ad arroganza tipica di chi abbaia ma non morde.». È proprio Puletti ad aver invitato il gruppo in studio per il suo programma Punti di Vista in onda il mercoledì su Umbria+, spiegando che il confronto sul bilancio di Eurochocolate «avrebbe richiesto voci favorevoli e contrarie». La conduttrice contesta la decisione degli attivisti di declinare l’invito: «capisco la voglia di rivoluzione tipica di quell’età, ma il mondo, cari ragazzi è altro e “scappare” da un semplice dibattito appigliandosi ad una cosa mai accaduta vuol dire essere pavidi, poco sicuri dei vostri argomenti e soprattutto non credibili».

La decisione di non partecipare alla trasmissione, legata al passato di Puletti come consigliera regionale di destra, non è piaciuta alla conduttrice, che accusa il comitato di mettere in discussione la sua imparzialità «prima ancora di partecipare». Annuncia infine di aver girato la vicenda al suo avvocato per valutare un’eventuale diffamazione, rivendicando di aver sempre garantito spazio a tutte le posizioni nelle sue trasmissioni.