Opera di Santa Rita

di C.F.

C’è preoccupazione a Cascia sul futuro della ventina di dipendenti dell’Opera di Santa Rita di Roccaporena, struttura che fa capo all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e di cui è presidente l’arcivescovo Renato Boccardo che, attraverso il Consiglio di amministrazione, ha comunicato «l’esternalizzazione dei servizi e il licenziamento del personale» in organico all’Opera di Santa Rita.

Licenziamenti ed esternalizzazione La delicata vicenda è naturalmente finita anche sul tavolo del sindaco di Cascia, Gino Emili, che nei giorni scorsi ha incontrato i lavoratori e martedì richiesto formalmente un incontro a monsignor Boccardo per aprire un confronto a tutela del futuro dei 20 operai coinvolti nell’operazione che, non in tempi lunghi, dovrebbe portare una cooperativa di Spoleto all’interno dell’Opera di Santa Rita. «La comunicazione del Cda ha creato grande sconcerto – scrive il primo cittadino – la futura coop dovrebbe avvalersi dei professionisti che già operano all’interno della struttura, i quali però – evidenzia – sono particolarmente spaventati dalla situazione».

Archidiocesi Spoleto-Norcia In particolare dall’Archidiocesi fanno sapere che al momento sono state avviate una serie di interlocuzioni con alcuni soggetti privati, ma che l’operazione di esternalizzazione non è ancora stata definita. Sul futuro dei 20 posti di lavoro viene assicurato «che la Chiesa non ha mai lasciato nessuno per strada e anzi la manovra avviata è concepita proprio per dare maggiori garanzie al personale» dell’Opera di Santa Rita, ma nei dettagli non si ha intenzione di entrare almeno fino a quanto la partita non sarà chiusa. Tuttavia la preoccupazione del sindaco Emili, seppur concentrata sul futuro dei dipendenti della struttura diocesana, non dimentica anche le attività sociali che dal 1939, quando il soggetto venne fondato dal vescovo di Norcia Settimio Peroni, come assistenza a minori.

Sindaco di Cascia preoccupato anche per contraccolpi su attività «C’è anche il timore che tale operazione possa farci perdere l’Opera S. Rita, importante e storico presidio sociale e religioso, il quale riveste un ruolo di primaria e assoluta importanza per la comunità e svolge la preziosa missione di promozione del culto e dei valori ritiani, così come le opere di carità, assistenza ed educazione. È chiaro che la nostra città – conclude Emili – non può e non deve assolutamente correre il rischio di perdere tale realtà di inestimabile valore. Presto ne discuterò direttamente con sua Eccellenza, il quale non è solo il Presidente della struttura ma è anche un Pastore e sono sicuro che terrà grande conto delle esigenze delle venti famiglie interessate».

Twitter @chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.