
di Daniele Bovi
Sul progetto di esternalizzazione dei servizi mensa del Comune di Perugia arriva il niet della Fp-Cgil, che in una nota sottolinea come a rischio ci siano, a partire dall’anno scolastico 2011/2012, ben novanta posti di lavoro tra educatrici e cuoche. Tutte precarie. «E’ come chiudere – sottolineano Fumanti e Mancini della Fp-Cgil – una fabbrica che occupa solo donne e senza cassa integrazione».
Non c’è partecipazione «Gli assessori competenti – prosegue la nota – ci dicono che si pensa ad una ulteriore esternalizzazione dei servizi mensa, in aggiunta a quelli già esternalizzati, come ad esempio la mensa di San Sisto, dove però l’utenza non è stata mai soddisfatta della qualità del servizio erogato. Nonostante ciò, si pensa ad un’ulteriore esternalizzazione dei poli mensa presenti in altri punti della città, senza partecipare un progetto dettagliato e preciso sulla collocazione del personale, senza considerare che oltre a disperdere un patrimonio di professionalità, questa scelta determinerà un arretramento nella presenza dello Stato come soggetto erogatore di servizi pubblici».
Il progetto del Comune L’esternalizzazione di alcuni poli mensa, secondo le intenzioni di Palazzo dei Priori, riguarderebbe la preparazione dei pasti, il trasporto, la distribuzione e il supporto, mentre il fondamentale servizio di approvvigionamento rimarrebbe in capo ai comitati di mensa gestiti dai genitori. Un servizio fondamentale perché sono stati proprio i comitati, nel corso degli anni, a monitorare le prestazioni offerte, la qualità dei prodotti e dei pasti e l’efficacia e efficienza delle prestazioni. L’esternalizzazione inoltre è dovuta all’esigenza che il Comune ha di ampliare il servizio per rispondere a molte esigenze diverse, come ad esempio i pasti a domicilio per gli anziani. «La Fp-Cgil di Perugia – prosegue la nota – ritiene che sia necessario contrastare ad oltranza le politiche del governo e di tutte le amministrazioni locali, soprattutto di quelle che, come noi, hanno detto di non condividere le politiche del Governo stesso rispetto a esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi, salvo poi comportarsi diversamente».
La Ferranti tranquillizza: nulla è deciso «Noi infatti – dice ad Umbria24.it l’assessore all’Edilizia scolastica Monia Ferranti – abbiamo sempre denunciato le difficoltà causate dai mancati trasferimenti, però con questi dobbiamo fare i conti e ora ci troviamo di fronte ad un bivio: o smettiamo di erogare servizi oppure proviamo a rimodularli per far fronte ai mancati trasferimenti». Ovviamente il Comune propende per la seconda ipotesi, ma quello che alla Ferranti non va giù a proposito del ragionamento fatto dalla Cgil è l’aver dato alcuni numeri come già assodati. Per le novanta precarie tra educatrici e cuoche nulla è deciso: «I numeri che loro citano – prosegue l’assessore – presuppongono un discorso già chiuso. Il confronto invece è appena all’inizio. Ho ascoltato le forze politiche, i comitati di mensa gestiti dai genitori, tra i quali è emersa grande consapevolezza dei problemi, e i precari. Questa settimana tornerò ad incontrarli. E’ ovvio che ci sia preoccupazione ma il nostro obiettivo, oltre a centrare quelli che ci siamo preposti, è quello di salvaguardare il mondo del precariato». Per le trattative ci sono alcuni mesi di tempo. Il nuovo sistema infatti entrerà a regime dal settembre prossimo.
