di Massimo Colonna
«La nostra è una generazione sperimentale. Stanno sperimentando quanta tossicità possiamo sopportare». Così Erri De Luca, lo scrittore e attivista napoletano nelle scorse settimane al centro della cronaca per essere stato rinviato a giudizio e poi assolto per aver difeso alcune posizioni espresse dal movimento No Tav, ha definito il quadro nazionale sul tema dell’ambiente ospite al convegno Inceneriti, quando il guadagno brucia la salute, organizzato dai Giovani comunisti al teatro Secci del Caos.
«Polveri sottili peggiorano salute del Paese»: video
Generazione sperimentale «Stiamo vivendo un periodo – ha spiegato De Luca – con uno stato di intossicazione sistematica. Non solo qui a Terni, ma anche su scala nazionale e europea. Siamo una generazione sperimentale: su di noi stanno sperimentando il livello di sopportazione che abbiamo in quanto a tossicità. Poi si prenderanno provvedimenti per le generazioni future».
Problema polveri sottili All’incontro erano presenti anche Nicolò Nannini, coordinatore dei Giovani comunisti, e Federico Piccirillo della commissione ambiente di Rifondazione comunista. «L’aspetto più preoccupante – ha spiegato De Luca – è la quantità di polveri sottili che non viene calcolata e che sta inquinando tutto il Paese».
Le soluzioni Durante l’incontro Piccirillo ha presentato una breve cronistoria sulla presenza degli inceneritori in città. Poi De Luca si è concentrato sulle possibili azioni da intraprendere da parte del cittadino. «E’ importante che la questione pubblica torni al centro del dibattito. I cittadini devono tornare tali e non essere solo sudditi di una azienda. Come reagire? Lavorando caso per caso facendo valere e moltiplicando le proprie ragioni. Questa è legittima difesa».
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