di Gabriele Beccari

«Nonostante l’introduzione dell’euro, l’Europa è ancora divisa economicamente, con una moneta comune ma senza una vera integrazione. Se non agiamo ora, rischiamo di perdere l’occasione di essere protagonisti nel futuro». Così l’attuale decano dell’università di Madrid Enrico Letta, durante un incontro alla sala del rettorato dell’Università di Perugia, ha spiegato come la frammentazione limiti la competitività su tutti i fronti e il mancato mercato unico europeo abbia portato ad approfondire il gap rispetto agli Stati Uniti e ai Paesi emergenti. Letta ha parlato di questi temi presentando «Più che un mercato per l’Europa», il rapporto sul futuro del Mercato unico europeo elaborato dall’ex presidente del Consiglio dei ministri su richiesta del Consiglio UE e della Commissione europea.

L’intervento Durante il suo intervento, l’ex leader del PD, ha richiamato documenti storici fondamentali per l’integrazione europea, come il Libro Bianco di Jacques Delors del 1985, che delineava la strada verso un mercato unico. «Il progetto di un mercato interno europeo sembrava possibile, ma oggi siamo ancora lontani dal realizzarlo», ha affermato, sottolineando come le disuguaglianze tra i paesi membri abbiano ostacolato l’armonizzazione delle politiche economiche. «Nonostante successi come la moneta unica-ha concluso- l’Europa non ha raggiunto l’unità economica necessaria per affrontare le sfide globali».

Economia I limiti della competitività dell’Europa, secondo Letta, si incontrerebbero in particolare in settori strategici come telecomunicazioni, finanza e tecnologia. «Abbiamo una moneta comune, ma in Europa esistono ventisette economie nazionali separate che frenano lo sviluppo di un mercato integrato». Durante l’incontro ha esaminato anche la questione del mercato finanziario europeo, mettendo in evidenza la necessità di un sistema comune che permetta all’Europa di competere a pari condizioni con altre potenze economiche. «Gli europei sono costretti a usare strumenti finanziari esterni, come le carte di credito americane e i telefono cinesi, perché non esiste un mercato finanziario unico. «Questo limite – secondo Letta – non solo indebolisce l’Europa ma rafforza di conseguenza economie extra-continentali».

Difesa e sicurezza Il focus si è poi spostato sulla guerra in Ucraina, dove si è sottolineato come l’Europa, purtroppo, sia ancora troppo frammentata per rispondere efficacemente a minacce esterne. «L’Europa deve diventare un blocco unito, se vuole difendere i propri valori e i propri interessi», ha ribadito con fermezza, indicando nella coesione economica la chiave per una politica estera e una difesa più forte. Sul tema della difesa e della sicurezza ha puntualizzato come anche qua frammentazione economica abbia ripercussioni anche sul piano militare. L’assenza di un’unione difensiva europea, infatti, ha portato a una dipendenza crescente da alleati esterni, in particolare dagli Stati Uniti. «Solo con una difesa europea integrata, potremmo realmente affrontare le sfide geopolitiche senza dover contare sempre sugli altri – ha evidenziato il decano – la mancata integrazione economica, in effetti, non solo limita la competitività dell’Europa, ma impedisce anche la realizzazione di politiche di sicurezza comuni e rafforzate».

Opportunità Nonostante le difficoltà, alcuni settori, come l’industria aerospaziale, rappresenterebbero ancora delle eccellenze globali, con Airbus come leader indiscusso. Tuttavia, anche queste realtà di successo si trovano a dover fare i conti con le divisioni interne, che impediscono alle aziende di crescere e competere a livello mondiale. «Le nostre imprese non riescono a espandersi come dovrebbero, perché il sistema bancario resta legato agli interessi nazionali, invece di adottare una visione europea».

L’appello A concludere l’incontro, l’appello alla necessità di completare il progetto di integrazione europea e in particolare quelle che oggi caratterizzano i dibattiti sui finanziamenti per il futuro, come il Next Generation EU. «L’Europa ha bisogno di un piano comune, e non possiamo permetterci di restare divisi, o rischiamo di perdere la nostra competitività globale», ha ammonito Letta, ricordando anche come il successo dell’Unione Europea dipenda dalla sua capacità di unire le forze politiche ed economiche per affrontare le sfide globali, e che l’Europa ha ancora le carte in regola per affermarsi come potenza economica mondiale, a condizione che si realizzi una vera e propria integrazione economica.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.