La riunione sull'emergenza profughi in Regione

di Ivano Porfiri

La voce che si è rincorsa in mattinata è che ci fossero addirittura i primi immigrati già in arrivo in Umbria, a Scanzano di Foligno per la precisione. Notizia poi ridimensionata nell’effettuazione di un sopralluogo. Ma tanto è bastato per far balzare dalla sedia la presidente della Regione, Catiuscia Marini, che proprio ieri sera ha sottoscritto un accordo col governo che prevede tutt’altro.

Marini: voglio augurarmi che non sia vero «Voglio augurarmi che non rispondano al vero le informazioni che mi sono state date circa l’effettuazione di sopralluoghi in siti umbri per l’accoglienza di profughi che sarebbero in violazione dell’accordo sottoscritto ieri sera tra Governo e Regioni». E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, riguardo a notizie che riferiscono di un sopralluogo in atto in queste ore in località Scanzano (Foligno) da parte di autorità centrali dello Stato per l’allestimento di un campo di accoglienza di profughi.

Non siamo stati informati di nulla «Spero si tratti solo di un gravissimo errore di comunicazione tra le autorità dello Stato – continua Marini -. Sia chiaro però sin da ora, che la Regione Umbria ed il Comune di Foligno, che non sono stati informati di nulla, sono assolutamente contrari ad una simile iniziativa. Peraltro il sito in questione (l’area che ospitava le ‘Casermette’, dismesse ormai da anni) è priva di ogni urbanizzazione. In ogni caso metteremo in atto tutte le iniziative possibili al fine di impedire che ciò accada. Ieri sera abbiamo sottoscritto con il Governo un accordo che espressamente, come più volte io stessa ho detto in questo ultimo periodo, afferma ‘questo nuovo sistema di accoglienza diffusa sull’intero territorio nazionale consente di superare l’attuale gestione degli immigrati irregolari’».

Non è stata assegnata alcuna cifra «Per ciò che riguarda il numero di migranti che l’Umbria potrà ospitare voglio precisare – continua la presidente – che al momento non vi è stata e non vi è alcuna cifra assegnata alla nostra Regione. Come riferito in diverse circostanze, grazie al lavoro svolto in questi giorni e tuttora in corso da parte della Regione d’intesa con le Provincie, i Comuni e la Caritas regionale, l’Umbria nei prossimi giorni sarà in grado di garantire accoglienza per 400-500 persone, nelle modalità che sono state definite, e cioè in piccoli nuclei diffusi in tutto il territorio regionale».

Mismetti: inaccettabile Sorpreso e arrabbiato, e non poteva essere altrimenti, anche il primo cittadino di Foligno Nando Mismetti: «Se dovesse essere confermata la scelta dell’ex caserma dismessa di Scanzano per ospitare 500 immigrati ci opporremo con tutte le forze a questa decisione, inaccettabile, che contrasta con quella assunta ieri nell’incontro tra Governo e Regioni». «Mi auguro – ha aggiunto – che i sopralluoghi avvenuti stamani, da parte di rappresentanti di prefettura, forze dell’ordine, per valutare l’ipotesi di accogliere gli immigrati facciano parte solo di uno studio di fattibilità. Se ciò non dovesse essere, siamo pronti ad azioni eclatanti perché una scelta del genere crea molti disagi alla comunità locale e non rispetta gli stessi immigrati».

Mancano anche le strutture igieniche Scanzano «non idonea» Mismetti, in una nota del Comune, ha aggiunto che «la caserma dismessa di Scanzano non è idonea per ospitare gli immigrati perché non ci sono le strutture igieniche necessarie». «In alcune parti della caserma – ha proseguito – sono pure conservati beni culturali, presenti lì dal sisma del ’97. Da tempo abbiamo dato la disponibilità – ha sottolineato il sindaco -, in collegamento con la Regione e gli altri Comuni, per ospitare un numero di immigrati congruo alle capacità di accoglienza della città, come è giusto che sia per venire incontro alle esigenze umanitarie. E Foligno, che ha ricevuto tanta solidarietà durante il sisma, ha il dovere di fare la sua parte. L’accordo di ieri tra Regione e Governo andava nella direzione di evitare concentrazioni in tendopoli o caserme per una distribuzione diffusa nel territorio. Ora il giorno dopo si decide di individuare il sito di Scanzano per 500 immigrati: non è possibile. Spero che questa ipotesi – ha concluso Mismetti – venga ritirata anche perché, sia chiaro, in caso contrario, Foligno non l’accetterà».

Niet anche di Spello «Siamo assolutamente contrari all’allestimento di un Centro operativo di identificazione per profughi, o peggio ancora clandestini, da allestire a Scanzano di Foligno, come ipotizzato dalle voci che stanno circolando in queste ultime ore – afferma il sindaco di Spello Sandro Vitali -. L’accoglienza dei profughi è un dovere morale di tutti, ma deve essere condiviso con le comunità e non può essere imposto di autorità. Se questa eventualità rispondesse al vero, ci opporremo come Comuni limitrofi con tutte le iniziative possibili al fine di garantire la coesione sociale delle nostre comunità».

Pd: si rispettino patti Il Pd in una nota della segreteria regionale «ritiene importante che l’Umbria non si sottragga ai suoi doveri di solidarietà. L’accoglienza è nel dna della nostra Regione, in particolare a Foligno dove l’esperienza del terremoto ha insegnato cosa significa dare risposte ai disagi delle persone. L’accoglienza dei profughi provenienti dalla Tunisia e Libia – precisa – deve però avvenire nel rigoroso rispetto degli accordi sottoscritti nella Conferenza Stato- Regioni. Ci auguriamo, dunque, che i sopralluoghi da parte dei tecnici del ministero degli Interni presso le Casermette di Scanzano, frazione di Foligno, siano solo frutto di incomprensioni. Infatti, il luogo oggetto della visita non è stato concordato né con la Regione, né con gli Enti locali, i quali lo ritengono privo dei requisiti richiesti.  L ’Umbria e Foligno – conclude la segreteria Pd – sono quindi pronti a fare la propria parte all’interno delle regole stabilite  dai vari livelli istituzionale».

Di seguito il testo integrale dell’accordo sottoscritto ieri sera a Palazzo Chigi, a Roma:

“Nella cabina di regia della Conferenza Unificata del 6 aprile 2011, il Governo, le Regioni e Province autonome e gli Enti locali, preso atto che il Governo per affrontare l’emergenza umanitaria ha assunto la determinazione – sulla base anche del confronto con Regioni e Enti locali – di avvalersi dell’articolo 20 del T.U. Immigrazione, ribadiscono che tutte le Istituzioni della Repubblica responsabilmente si impegnano ad affrontare questa emergenza umanitaria con spirito di leale collaborazione e solidarietà. Ciò impegna tutti i livelli della Repubblica ad essere coerenti e conseguenti a questa scelta politica. Ciò premesso, il Governo, le Regioni e Province autonome e gli Enti locali convengono di integrare il precedente accordo, siglato lo scorso 30 marzo, con i seguenti punti:

1) il Governo si impegna ad avviare un’iniziativa verso l’Unione Europea per dare corso all’articolo 5 della Direttiva n. 55 del 2001;

2) i destinatari del permesso di soggiorno di cui all’articolo 20 che opteranno per la permanenza in Italia saranno assistiti su tutto il territorio nazionale e di ciò si fa garante il Governo;

3) il piano per l’accoglienza dei profughi sarà presentato entro 10 giorni attraverso il sistema di protezione civile nazionale, deve prevedere step di attuazione per singola Regione, tenendo conto delle assegnazioni già realizzate in queste settimana, mantenendo così in ogni fase l’equa distribuzione sul territorio nazionale. Tale Piano dovrà prevedere anche l’assistenza per gli immigrati a cui è riconosciuto l’articolo 20 per coloro che decidessero di rimanere in Italia. Anche al fine di determinare e avere il quadro progressivo ed esatto delle presenze nell’ambito di tutto il territorio nazionale. A tal fine è ripristinato il tavolo presso il Dipartimento nazionale della Protezione civile con il sistema della Protezione civile regionale, integrato dai rappresentanti di Anci e Upi e Regioni;

4) deve essere assicurato un finanziamento adeguato e capiente per sostenere l’emergenza al Fondo presso il Dipartimento nazionale di Protezione civile che sarà utilizzato per finanziare le attività sul tutto il territorio nazionale del sistema di protezione civile. Ciò va attivato attraverso apposita ordinanza di protezione civile.

5) per dare piena attuazione all’accordo p recedente in relazione ai minori stranieri non accompagnati, deve essere assicurato il finanziamento pluriennale creando un Fondo apposito in favore dei Comuni che prendono in carico i minori, cui spetterà di assegnare il minore alle strutture a tal fine autorizzate;

6) questo nuovo sistema di accoglienza diffusa sull’intero territorio nazionale consente di superare l’attuale gestione degli immigrati irregolari”.

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