Walter Verini fuori dal carcere di Terni

«Occuparsi di carceri non è un lusso, è un dovere, anche morale». Lo ha detto il deputato Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera aprendo il convegno “Carcere, una pena civile in un sistema giusto ed efficiente” organizzato proprio dai deputati democratici.

Riforme «Il Pd – ha detto Verini – sta provando a cambiare l’Italia e lo fa provando a introdurre riforme che abbiano impatto in molti campi, dal lavoro alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla giustizia. Il 29 agosto – dunque – il Governo ha licenziato un pacchetto di misure per rendere la giustizia più veloce, trasparente, efficiente e per dare a cittadini e imprese la certezza del diritto». Oggi, «dopo 20 anni si può provare a discutere di giustizia partendo da temi generali e non dai problemi personali di qualcuno. E parlare di giustizia significa anche parlare di emergenza carceri».

Rieducazione Grazie a molte delle misure prese negli ultimi mesi, «il tema del sovraffollamento si pone, oggi, in maniera meno emergenziale, ma la situazione, per quanto meno drammatica, rimane pesante e una società civile seria e una politica attenta alle esigenze delle fasce più deboli non possono rimanere insensibili a temi come questi. Occuparsi di carceri non è un lusso, è un dovere, anche morale». Come è un dovere «far entrare di più la società e le istituzioni nelle carceri per non lasciare soli quanti si occupano di detenuti e che in Umbria, in molti casi, hanno fatto della rieducazione e della umanità una ragione di vita. La pena – ha aggiunto Verini – non è una vendetta, ma deve puntare alla rieducazione, al reinserimento e investire nel recupero e nel reinserimento significa investire in sicurezza». «In Umbria – ancora Verini – il sistema carcerario soffre meno e dall’Umbria arrivano segnali importanti di civiltà: dagli spazi per la preghiera per detenuti di fede islamica al carcere di Terni alle attività agricole a Perugia, fino ai progetti di educazione e formazione a Spoleto».

Criticità permangono Dalle Province di Perugia e di Terni e dalla Regione Umbria sono in arrivo fondi per importanti progetti formativi, anche rivolti a minorenni, e per il sostegno a iniziative di reinserimento lavorativo come il progetto agricolo e l’officina creativa di produzione tessile a Capanne di Perugia. In questo senso è importante il «contributo – ha spiegato l’assessore regionale con delega alla Sicurezza Fabio Paparelli – delle associazioni di volontariato. Permangono, però, criticità importanti – per Paparelli – legate alla mancanza di mezzi e personale e spesso anche a generi di prima necessità. C’è attenzione – ha sottolineato Paparelli – verso il tema fondamentale della dignità umana e del recupero di quanti devono scontare una pena certa ma che deve rappresentare una occasione di espiazione e recupero sociale». Secondo Paparelli «abbiamo bisogno che questo tema non sia più affrontato ciclicamente ma in maniera strutturale e definitiva».

Poco lavoro Tra le difficoltà che il sistema carcerario umbro, che pure ha avviato esperienze importanti, evidenzia con più forza «alcune carenze legate al reinserimento lavorativo – ha sottolineato Cinzia Montanucci, responsabile Giustizia del Pd Umbria – l’organico insufficiente e un ritardo rispetto all’adeguamento dei luoghi e dei metodi di detenzione alle esigenze dell’universo femminile».

Bassetti: «Dignità» Ha portato i suoi saluti agli ospiti del convegno il cardinale e arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti. «Il carcerato – ha detto – è uno che non si vede, è recluso, non fa notizia, in poche parole non esiste e in molti casi è oggetto di una condanna morale da parte di cittadini esasperati da una società della paura». Ma «se un carcerato è invisibile per il mondo – per Bassetti – non deve esserlo per chi è credente e per un uomo di buona volontà che nel carcerato vede la dignità della persona umana, da rispettare e aiutare». Il cardinale Bassetti ha voluto richiamare l’attenzione sulla opportunità di rivedere l’istituto dell’ergastolo, definito da Papa Francesco «una pena di morte coperta». «Il carcere – ha sottolineato – non può diventare la panacea di tutti i mali che ci sono nella società e quando una pena è senza fine non ha più nemmeno un aspetto medicinale».

Altri ospiti A introdurre i lavori del pomeriggio il responsabile nazionale Carcere del Partito Democratico Sandro Favi e la responsabile giustizia del Pd Umbria Cinzia Montanucci. Tra gli ospiti: Stefano Anastasia, presidente onorario di Antigone, Francesco Cascini, vice capo del dipartimento Amministrazione penitenziaria, la senatrice Pd Valeria Cardinali, Massimo Costantini, Cnca Umbria, Beatrice Cristiani, del tribunale di sorveglianza di Perugia, Bernardina di Maio, direttore del nuovo complesso penitenziario Capanne di Perugia, Francesco Falcinelli, presidente della Camera penale di Perugia, Giorgio Flamini, regista e docente presso la casa di reclusione di Spoleto, Carlo Fiorio, garante dei detenuti della Regione Umbria, Marco Gambuli, coordinatore dei Dipartimenti del Pd Umbria, la senatrice democratica Nadia Ginetti, il consigliere regionale Manlio Mariotti, Chiara Pellegrini, direttore della casa circondariale di Terni, Eustachio Petralle, dirigente della direzione generale esecuzione penale esterna, Silvia Rondoni, arcisolidarietà Ora d’Aria, Carlo Bonucci, consigliere Apv con delega alle tematiche del carcere, Ilse Runsteni, dirigente generale del Provveditorato amministrazione penitenziaria Umbria e Marche, Luca Sardella, direttore case di reclusione di Spoleto e Orvieto.

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