Sono 20 su 38 domande esaminate gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a Terni individuati dalla commissione di assegnazione. A renderlo noto è la direzione Welfare del Comune, per l’esame delle domande collocate nella graduatoria definitiva del bando del 2023 «sono state esaminate 33 istanze, oltre ad altre 5 sospese per approfondimenti istruttori nelle precedenti sedute della commissione». Nel frattempo prosegue l’inchiesta di Asia Usb che, negli ultimi mesi, sta effettuando un’indagine sugli alloggi popolari. L’ultimo sopralluogo al quartiere Sant’Agnese, dove sono stati individuati sette appartamenti ‘fantasma’.

Graduatoria Ers L’esito delle istanze nominate dalla commissione è il seguente: «Una domanda ha ottenuto il punteggio di 15, nove domande hanno mantenuto il punteggio di 13». Undici invece sono state escluse e due sono state «sospese per approfondimenti istruttori». Quindici invece «hanno acquisito un punteggio inferiore a 13». Per questo, «tenuto conto delle risultanze delle precedenti sedute», i prossimi assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica «saranno complessivamente 20 di cui 19 a punti 13 ed 1 a punti 15, a cui si aggiungono 24 già assegnati».

Inchiesta L’ultima tappa, in ordine cronologico, dell’inchiesta portata avanti da Asia Usb e Potere al popolo Terni è stata il quartiere di Sant’Agnese. Lì, come riportato nella relazione, è stato trovato un «palazzo le cui abitazioni sono costituite per lo più da case popolari con una vistosa crepa orizzontale, il portone rotto col vetro spaccato, fili elettrici volanti». E, cosa più curiosa, «sette abitazioni popolari chiuse e murate, abitato comunque da cinque famiglie. Anche i balconi sono cadenti, sotto di essi c’è una transenna per impedire il transito che giace lì da mesi e mesi». Tra le criticità evidenziate anche «un palazzo dell’Ater dal cui basamento esce acqua ogni 15 minuti circa, formando una pozza vistosa sul piazzale antistante: gli inquilini ci dicono essere probabilmente da collegare alla presenza di un’autoclave all’interno». Nel quartiere però non sono le uniche strutture mal messe, infatti, si legge: «Alloggi Ater malridotti, da ristrutturare e vuoti in numerosi condomini misti o interamente popolari. Anche diversi palazzi hanno intonaco cadente e facciate da sistemare». Inoltre il sindacato ricorda: «Dagli anni cinquanta fino agli anni ottanta si sono costruiti interi quartieri popolari (ad esempio piazza della Pace, San Giovanni, via Brodolini) come mai ora non si hanno i soldi neanche per ristrutturare gli appartamenti sfitti e i palazzi di quella parte di patrimonio rimasto».

Quartieri popolari I numeri dell’inchiesta condotta da Asia Usb saranno resi noti a breve, pochi giorni fa blitz anche al quartiere San Valentino, dove sono stati censiti 152 alloggi di cui 31 di proprietà del Comune di Terni. Settanta le abitazioni trovate vuote, «compresi tutti i 31 appartamenti di proprietà comunale». A marzo invece è toccato al quartiere di San Giovanni basso, più in particolare a Largo Mezzetti. Qui «gli inquilini segnalano, oltre alla mancata manutenzione di infissi, intonaco dei palazzi, terrazzini e una ventina di appartamenti vuoti, una situazione preoccupante per la sicurezza degli inquilini stessi». E aggiungono: «I marciapiedi sono rotti e ribassati rispetto alla posizione originaria perché, ci segnalano, le fondamenta stanno cedendo e le palazzine sono state dichiarate addirittura inagibili. Vorremmo chiarezza: se si parla di inagibilità, perché le persone vivono ancora all’interno».

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