Un tratto della E45

di Dan.Bo.

Buona parte del centrosinistra e quasi tutto il centrodestra dicono sì al progetto di trasformazione della E45 in autostrada, chiedendo però una verifica di tempi e modi e che gli umbri non paghino alcun pedaggio. Sono questi infatti punti fondamentali di due mozioni, una dei consiglieri Pd Renato Locchi e Andrea Smacchi, l’altra dei partiti del centrodestra esclusa la Lega, approvate martedì mattina nel corso della seduta del consiglio regionale. Ventidue i sì a quella di Smacchi e Locchi (Pd, Psi, Udc, FI, Fd’I e Ncd e) cinque i no (Idv, Lega nord, il Comunista umbro Goracci e il Prc), mentre quella del centrodestra è passata con 23 voti a favore e cinque contrari (gli stessi di cui sopra). Respinta invece la mozione del capogruppo Idv Oliviero Dottorini che chiedeva alla giunta di schierarsi contro il progetto di trasformazione dell’asse viario; ko anche quella del leghista Gianluca Cirignoni, anch’egli contrario al progetto. Mozioni, quelle di Idv e Lega, dove si paventano conseguenze negative per il territorio e nelle quali si propongono interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

Pedaggio Su uno dei punti fondamentali però, quello del pedaggio, come spiegato in aula dall’assessore alle Infrastrutture Silvano Rometti, non c’è alcuna certezza: «Faremo di tutto – ha detto – per scongiurare il pagamento per gli umbri. Però solo lo Stato può decidere su questa materia e insieme alle altre Regioni chiederemo di prevedere delle esenzioni, ma si tratta di questioni che verranno definite quando si passerà al progetto definitivo». Riguardo al tracciato Rometti ha spiegato che per il 90% sarà quello attuale, «con poche richieste di variante a Narni e Torgiano». La strada si allargherà di circa 3 metri, «senza dunque un impatto rilevante sul territorio», mentre verrà creata la terza corsia come misura di sicurezza. Per quanto riguarda gli svincoli invece, alcuni verranno chiusi perché troppo vicini tra loro.

Il Nodo di Perugia Altra questione decisiva quella del Nodo di Perugia, la cui realizzazione viene chiesta nella mozione del Pd: «Se ne farà carico – ha detto Locchi – chi la costruisce oppure lo Stato. Non è pensabile arrivare viaggiando velocemente per andare poi ad incastrarsi fra Deruta e Lidarno». Tema sul quale arrivano le (parziali) rassicurazioni di Rometti: «Il Nodo – ha detto – almeno per il tratto Collestrada-Madonna del Piano, sta dentro la trasformazione in autostrada, ed è una priorità. Dobbiamo mantenere aperta la scelta di inserire il secondo tratto del nodo, che va da Madonna del Piano a Corciano, dentro la E45 come abbiamo chiesto al Governo». Sui dieci miliardi di costi complessivi (che verranno trovati attraverso la formula del project financing), due saranno necessari al tratto umbro, mentre per scegliere il concessionario si ricorrerà ad una gara pubblica. Entro l’8 febbraio con la firma del presidente del Consiglio dovrebbe iniziare l’iter esecutivo che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, concludersi entro il 2021. Sull’interno progetto anche Rometti ha i suoi dubbi, ma dopo averlo definito «complesso e costoso», spiega anche che «dobbiamo guardarlo con favore: il metodo della finanza di progetto – ha detto – è l’unica che permette di realizzare opere pubbliche».

Manutenzione In un passaggio del suo intervento Rometti ha anche affrontato il tema della manutenzione, per la quale sono stati spesi 26 milioni all’anno oggi però tagliati dallo Stato. «Quello che è successo in consiglio regionale – commenta Dottorini – è l’ennesimo grave errore in tema di infrastrutture. Ancora una volta destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, avallano un’opera che lascerà all’Umbria soltanto devastazione ambientale e pedaggio a carico dei cittadini». «Dare il via a un’opera di queste dimensioni – aggiunge – potrà giovare alla soddisfazione degli appetiti di qualche più o meno spregiudicato gruppo imprenditoriale, non certo dei contribuenti umbri e delle prerogative ambientali del cuore verde d’Italia».

Nevi: opera fondamentale Dall’altra parte della barricata, secondo il capogruppo di FI Raffaele Nevi l’opera «è di importanza strategica e potrà essere un volano per la nostra economia. Ora è necessario – ha detto – organizzare al meglio le uscite e le entrate dell’autostrada attraverso un sistema multi lane free-flow, da sottoporre all’attenzione del ministero delle Infrastrutture prima che venga definito il progetto definitivo».

Twitter @DanieleBovi

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