Un tratto della E45 a Ponte San Giovanni

di Daniele Bovi

Oltre sette euro per andare da Perugia a Città di Castello, dodici da Terni a Perugia, quasi 23 per i 150 chilometri circa che dividono il capoluogo di regione da Cesena. Dalla relazione illustrativa al piano economico finanziario che fa da supporto alla realizzazione della E45 autostrada si deduce che sono queste le cifre che dovrebbero pagare umbri e non umbri passando lungo la nuova autostrada. «Il Promotore – è scritto infatti a pagina due del documento – ritiene congruo l’applicazione delle tariffe al Concessionario proposte al momento dell’entrata in esercizio (2020), pari a € 0,15225 / km per i veicoli leggeri ed a € 0,29757 / km per i veicoli pesanti (quest’ultima tariffa ottenuta come media ponderata delle tariffe applicate alle classi dei veicoli pesanti B, 3, 4, 5), nonché l’applicazione di variazioni percentuali annuali delle tariffe calcolate in conformità alla Delibera CIPE 39/07 come illustrato in dettaglio nel successivo punto B». Le cifre a carico degli autisti dei mezzi pesanti quindi sarebbero doppie rispetto a quelle delle auto.

IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO
IL NO DI ROMETTI E LEONELLI

Interrogazione Del documento parla in una nota il consigliere regionale dell’Idv Oliviero Dottorini che annuncia di aver depositato un’interrogazione urgente alla giunta: «È una tariffazione esorbitante – osserva – che graverà sui cittadini per almeno 40 anni». «Un autentico salasso che, se non immediatamente smentito – aggiunge -, chiamerebbe in causa anche le responsabilità di chi non ha adeguatamente informato sia i cittadini sia chi per essi deve assumere decisioni nelle sedi istituzionali. Soprattutto i sostenitori della mega-opera dovrebbero abbandonare la demagogia e le ambiguità con le quali in questi anni hanno preso in giro i cittadini. È una brutta notizia per tutti, ma in particolare per i pendolari e per gli imprenditori locali che in questi anni sono stati presi in giro con false promesse e che invece dalla trasformazione della E45 in autostrada riceveranno contraccolpi insostenibili in termini economici».

LA PROTESTA DEI COMITATI: «OPERA DEVASTANTE»

Strada di umbri «Le associazioni e i movimenti che in questi mesi si sono mobilitati attraverso la raccolta firme sulla petizione regionale contro il progetto della Orte-Mestre – prosegue Dottorini che chiede a tutti i partiti che si sono espressi a favore dell’opera di fare un passo indietro – sono consapevoli che i privati non sono dei benefattori e che i 10 miliardi previsti per la realizzazione graveranno sulle spalle dei cittadini. I contribuenti si vedranno caricati dei costi di un’opera faraonica e anacronistica, che risponde più ai legittimi appetiti di qualche gruppo imprenditoriale che alle esigenze infrastrutturali della nostra regione». Sul nodo decisivo del pedaggio, nel gennaio scorso in consiglio regionale l’assessore alle Infrastrutture Silvano Rometti spiegò che non c’è alcuna certezza: «Faremo di tutto – dise – per scongiurare il pagamento per gli umbri. Però solo lo Stato può decidere su questa materia e insieme alle altre Regioni chiederemo di prevedere delle esenzioni, ma si tratta di questioni che verranno definite quando si passerà al progetto definitivo».

LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE

Aggiornamenti La tariffa ovviamente non rimarrà ferma nel corso degli anni e, secondo il Piano, la variazione annuale verrà calcolata tenendo conto del tasso di inflazione programmata e degli investimenti realizzati nel corso dell’anno precedente. Che gli umbri possano essere esentati dal pedaggio è un’ipotesi poi che sembra cozzare con quanto reso noto pochi giorni fa in occasione della presentazione del Piano regionale dei trasporti, dal quale emerge che il tratto regionale dell’E45 è una strada principalmente percorsa da umbri.

IL VIA LIBERA DEL CIPE 

Costi e fasi Secondo il piano, in teoria, il costo complessivo dell’opera che dovrebbe entrare in funzione nel 2020 ammonta a oltre 7 miliardi di euro. Le fasi realizzative previste sono quattro. Nel corso della prima (durata cinque anni) sarà dedicata a «interventi urgenti per il miglioramento della funzionalità e della sicurezza dell’infrastruttura esistente», nonché alla realizzazione della variante vicino alla galleria San Pellegrino sulla Orte-Terni, di quella Madonna del Piano-Collestrada sul Nodo di Perugia e la variante di tracciato tra Verghereto e Bagno di Romagna. Nella fase due (durata 4 anni, costo 1,137 miliardi) sarà costruito il nuovo tracciato «con caratteristiche autostradali» tra Ravenna Sud e l’interconnessione con la superstrada Ferrara Mare. Nella terza fase (durata 5 anni, costo 2,172 miliardi) via al nuovo tratto tra Ferrara Mare e Mestre. Nell’ultima tranche di lavori (durata 6 anni, costo 1,058 miliardi) è prevista la costruzione della variante di tracciato a Torgiano, quella in corrispondenza di Pieve Santo Stefano e quella tra Bagno di Romagna e San Piero in Bagno.

Cirignoni protesta Alla protesta, dopo Dottorini, si aggiunge anche il consigliere regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni: «La Giunta regionale e la coalizione allargata che la appoggia – dice – hanno avallato ‘l’asfaltatura’ dei legittimi interessi degli umbri ai quali chiedono di ‘stare sereni’ sventolandogli sotto il naso una impossibile esenzione dal pedaggio. «Condividiamo e siamo preoccupati per l’allarme sul “furto” lanciato dal consigliere Dottorini in merito all’entità del pedaggio e ricordiamo che l’interesse degli umbri passa per una E45 sicura, pubblica e gratuita e per una galleria della Guinza ammodernata, collegata alla viabilità ordinaria e finalmente aperta».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.