Lo scenario ipotizzato con il Passante e l'interconnesione in città tra ferrovia e Fcu

di Ivano Porfiri

Un passante ferroviario che da Ponte San Giovanni tiri dritto verso il Silvestrini con la stazione principale di Perugia non più a Fontivegge, ma a Sant’Andrea delle Fratte. Per ora si tratta di una visione. Per ora. Perché i benefici che tale ipotesi porterebbe, secondo uno studio realizzato dal dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia chiamato ‘Dna Perugia. Mobilità Dinamica naturale alternativa’, sarebbero ben superiori ai costi economici e comporterebbero un ripensamento in positivo della mobilità cittadina.

Ipotesi vecchia 50 anni Il punto di partenza del progetto, cofinanziato da Fondazione Cassa di Risparmio e Pac 2000A Conad, come ha spiegato il professor Paolo Belardi, è un tratteggio già presente sul Piano regolatore generale fin dalla variante del 1962. «Nasce tutto dal Piano Zevi, che pensava una città da 300 mila abitanti, ma che i ridimensionamenti successivi conservarono sottoforma di una linea tratteggiata. Già, perché mentre Perugia è stata pioniera di idee di mobilità urbana come la pedonalizzazione del centro, le scale mobili, il minimetrò, la ferrovia è rimasta al 1861. Nel nostro progetto abbiamo voluto rispondere a due domande: è ancora fattibile? Quali effetti architettonici avrebbero la nuova stazione a Sant’Andrea delle Fratte, quella traslata di Ellera nell’area ex Quasar e il ripensamento di Fontivegge?».

E’ ancora fattibile? Mentre il secondo quesito è stato oggetto di proposte con spazio libero alla fantasia degli studenti, per rispondere al primo quesito ci si è rivolti a un tecnico: Stefano Ciurnelli, fondatore della Tps, società di consulenza nel campo della mobilità, che tra le altre cose ha collaborato alla stesura del Piano regionale dei trasporti. «Oggi a Perugia ci sono tra i 5 e i 600 mila spostamenti al giorno in auto, dato insostenibile – ha detto -. Mentre il Piano dei trasporti pensa all’oggi e al domani, è nostro dovere allungare lo sguardo al futuro, immaginando un sistema interconnesso in cui la ferrovia deve ripensare il suo ruolo. Quindi, alla domanda se il passante sia ancora fattibile, la risposta è sì e prevede un’idea non legata al passato, ma al futuro della mobilità».

Il Passante Nell’ipotesi progettuale di Ciurnelli, il passante ferroviario partirebbe da Ponte San Giovanni-Montebello bypassando Perugia e allacciandosi di nuovo alla linea attuale a San Sisto vicino alla Perugina. Un tratto di 5,3 km con un dislivello minimo: 7 metri che sarebbe interamente interrato in una galleria artificiale per diminuire l’impatto visivo e acustico. La stazione verrebbe posta nel corridoio tra il Polo ospedaliero e l’area industriale di Sant’Andrea delle Fratte

I vantaggi Secondo Ciurnelli «il passante risponderebbe a due esigenze fondamentali nel panorama trasportistico che si sta sviluppando a livello nazionale: velocizzare il collegamento con la Roma-Firenze, a sud verso Orte-Roma e a nord andando a confluire nel sistema Alta velocità attraverso la nuova stazione Medio Etruria, in via di progettazione; liberare l’ansa ferroviaria di Perugia, che a quel punto non sarebbe tagliata fuori, ma fulcro di un nuovo sistema metropolitano che, a mio vedere, dovrebbe prevedere dei mezzi leggeri tipo tram-treno, capaci di circolare sulla rete ferroviaria di Rfi, ma anche di Fcu con un ripensamento radicale dell’area tra Fontivegge e Sant’Anna. Tra i vantaggi, potrebbero esserci il collegamento frequente con l’hinterland, da Corciano a Bastia, senza pesare sulla linea ferroviaria “veloce” verso Firenze e Roma, che verrebbe accorciata di 10 minuti senza il passaggio a Fontivegge».

Costi L’ingegner Ciurnella ha calcolato un costo del passante di circa 100 milioni di euro, stazione compresa. «E’ chiaro che siamo a livello di idee, ma proietterebbe Perugia all’avanguardia immaginando una rete medio-veloce di treni, tra l’altro collegati all’aeroporto, dove è già previsto e finanziato un parcheggio di interscambio con la ss 75, e un’altra rete metropolitana leggera fatta dalla rete ferroviaria esistente più quella della Fcu».

Le stazioni Il secondo quesito del progetto ha visto, invece, gli studenti scatenarsi con la fantasia nella progettazione delle nuove stazioni (alcune idee progettuali sono visionabili qui). Quella solo sulla carta di Perugia a Sant’Andrea delle Fratte, e quella invece che è più di un’idea di Ellera, il cui attuale scalo andrà ricollocato nella zona ex Quasar in corrispondenza del nuovo centro commerciale. Per questo, il sostegno economico di Conad al progetto sembra andare oltre il semplice amore della scienza.

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