È morto Giampietro Rampini. L’artigiano è scomparso lunedì sera a Gubbio, dove era conosciuto e stimato in molti ambienti, da quello sportivo a quello culturale, sociale e religioso (nella foto Rampini con il vescovo di Gubbio, Luciano Paolucci Bedini), in cui si è tuffato a capofitto oltre dieci anni fa a seguito della tragica scomparsa del figlio Francesco, morto in un incidente stradale. Rampini lascia la moglie Rossana e la figlia Giulia, ma anche un’intera comunità a cui era legatissimo. A esprimere cordoglio è il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, che parla di una «gravissima perdita» e lo ricorda come «un ammirevole concittadino. La sua umanità, la sensibilità culturale e civile, un sentimento religioso animato da una naturale apertura e propensione al dialogo, lo hanno fatto amare in tutti i contesti nei quali è stato animatore e propulsore», dice il sindaco. «Le sue mani intelligenti di artigiano-artista – va avanti il ricordo di Stirati – lasciano un segno ineguagliabile di originalità e di creatività nella nobile tradizione della nostra più autentica ceramica. L’impegno con la romanzesca avventura della pallavolo ha contributo a scrivere memorabili pagine di un’attività che è stata al tempo stesso sportiva, sociale, civile, educativa: un bellissimo messaggio di speranza e di futuro per tante ragazze e tanti ragazzi. Lo salutiamo con affetto e ammirazione, colmi di rimpianto, ma consapevoli di una testimonianza e di un magistero patrimonio di Gubbio».

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