Giulio Rinaldi e Luca Bigicchia dell’azienda umbra Lumiluna sono i vincitori nazionali dell’Oscar Green 2026, il prestigioso premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa che celebra le nuove visioni e le innovazioni più significative nell’agricoltura del domani. La doppia vittoria di Rinaldi e Bigicchia non è un semplice riconoscimento per l’attività agricola svolta, ma il giusto tributo a una capacità rara: combinare la fatica del lavoro nei campi con una visione profonda della qualità del prodotto finito e della protezione del paesaggio.
La storia di Lumiluna nasce da una sfida quasi romantica e al tempo stesso concreta. «Una vigna abbandonata per Lumiluna è una vigna da recuperare», si legge nella presentazione del progetto sul sito dell’azienda. È da questa convinzione che Rinaldi e Bigicchia si sono auto‑definiti “restauratori di vigne”, impegnandosi da anni nella riscoperta e nel recupero di vecchi filari dimenticati del territorio umbro. Nel paesaggio agricolo regionale, segnato da abbandoni e da una progressiva perdita di biodiversità, la loro azione è stata un atto di custodia attiva: riportare a nuova vita vitigni antichi, tutelare patrimoni genetici quasi scomparsi, restituire storie e segni dell’uomo alla terra.
La cantina Lumiluna si trova a Mercatello, poco a sud di Perugia, e dal 2015 è diventata la base operativa di questa avventura rurale. Ogni vigna recuperata racconta una storia: quelle radici profonde, spesso di piante di oltre cinquant’anni, sono un patrimonio di sapori, aromi e identità che nessuna viticoltura industriale sarebbe in grado di replicare. Per Rinaldi e Bigicchia, più che produrre un vino, significa fissare in bottiglia la memoria stessa di un territorio, restituendo alle generazioni future non solo un prodotto pregiato, ma anche la conoscenza delle varietà autoctone, la tessitura dei campi e il valore culturale di un paesaggio agricolo.
Il progetto Lumiluna si inserisce in una visione sostenibile dell’agricoltura che guarda oltre la pura produzione. La qualità del vino non è fine a se stessa, ma si lega indissolubilmente alla cura del suolo, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia del paesaggio rurale. In un’epoca in cui il consumo di suolo agricolo e lo spopolamento dei campi sono minacce reali per molte regioni italiane, l’approccio di Lumiluna mostra come l’agricoltura possa essere al tempo stesso motore economico, custode di biodiversità e soggetto attivo nella protezione ambientale.
Il conferimento dell’Oscar Green 2026 a Rinaldi e Bigicchia premia quindi una filosofia agricola lontana dai modelli intensivi e standardizzati. Il riconoscimento sottolinea il valore di chi non si limita a coltivare la terra, ma la interpreta come un luogo da preservare, raccontare e valorizzare. Il recupero di vigne abbandonate non è solo un’operazione tecnica: è una scelta etica, che mette insieme passione, rispetto per la tradizione locale e innovazione nella gestione dei vigneti.
La qualità dei vini prodotti da Lumiluna – frutto di uve antiche, radicate in terreni spesso dimenticati – ha attirato l’attenzione non solo degli esperti del settore, ma anche di chi guarda all’agricoltura come a un modello possibile di sviluppo sostenibile. Nel vigneto riscoperto c’è la testimonianza concreta che un’agricoltura che rispetta l’ambiente e i ritmi naturali può generare prodotti unici, capaci di competere sui mercati, raccontare un terroir e al tempo stesso contribuire alla tutela del paesaggio.
Il premio assegnato a Lumiluna si inserisce in un filone più ampio di riconoscimenti che Coldiretti dedica all’innovazione verde, sottolineando come sempre più aziende agricole italiane stiano mettendo al centro del proprio progetto la sostenibilità ambientale, la qualità dei prodotti e la responsabilità sociale. In un momento storico in cui la transizione ecologica è una priorità per le politiche agricole a livello nazionale ed europeo, storie come quella di Rinaldi e Bigicchia offrono un modello concreto e replicabile.
La vittoria dell’Oscar Green 2026 premia quindi uno sguardo lungo, che unisce la passione per la terra alla capacità di leggere le nuove esigenze dei consumatori e della società. È la conferma che l’agricoltura del futuro non è solo tecnologia e resa, ma anche memoria, identità e bellezza. Lumiluna con il suo progetto di recupero delle vigne abbandonate non solo produce vini pregiati, ma mette in campo una visione di sviluppo che valorizza il patrimonio rurale, rafforza il senso di comunità e guarda all’ambiente come a un bene collettivo da proteggere e onorare.
