Alberto Naticchioni, Edi Cicchi e Luciano Gallo

La legge sul “Dopo di noi” e la riforma del “Terzo settore” sono state spiegate nel corso di un incontro che si è tenuto a Villa Umbra: il seminario, organizzato dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica in collaborazione con Anci Umbria, è stato aperto da Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola, e da Edi Cicchi, presidente della commissione Welfare dell’Anci nazionale. È poi intervenuto Luciano Gallo del gruppo tecnico del nuovo codice dei contratti dell’Anci nazionale.

Terzo settore e Dopo di noi L’incontro è servito ad analizzare le due riforme nella dimensione del rapporto fra le pubbliche amministrazioni, gli enti del Terzo settore e gli utenti finali. L’occasione è stata utile anche per coordinare la riforma del Terzo settore con la nuova disciplina sui contratti pubblici, da poco entrata in vigore e che detta una disciplina generale sui servizi sociali, nonché con l’imminente entrata in vigore del decreto legislativo attuativo della delega in materia di riforma dei servizi di interesse economico generali. Relativamente al Dopo di Noi, è stato analizzato il rapporto fra pubbliche amministrazioni, in primo luogo Comuni, enti del terzo settore e famiglie, tutti chiamati ad assicurare la tenuta sociale delle comunità, soprattutto con la riduzione delle risorse pubbliche e, di contro, con l’aumento dei mutevoli bisogni.

Due leggi da attuare «Oggi a Villa Umbra sono state approfondite due riforme molto importanti per il nostro paese – ha dichiarato Gallo -. La prima è la riforma del Terzo settore e la seconda è denominata ‘Dopo di noi’. Si tratta di due rilevanti leggi delega che dovranno ancora essere attuate e grazie alle quali l’Italia si posiziona tra gli Stati più all’avanguardia in Europa sul fronte del terzo settore e della disabilità grave. In un anno – ha aggiunto Gallo – dovremmo attuare la riforma che, da un lato, mira a regolarizzare alcune zone grigie dell’associazionismo e a valorizzare e promuovere il terzo settore e, dall’altro, crea una rete di protezione, con strumenti giuridici innovativi, per continuare ad avere un’assistenza in uno stato civile e moderno come il nostro. Infatti il provvedimento introduce il sostegno e l’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono».

 

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