di Ivano Porfiri
Si è preparato per mesi Luca e ora è già come si trovasse là, sotto a quella salita, naso all’insù come Coppi o Bartali. Il 26 maggio l’affronterà con la sua carrozzina tutta nuova, per sé, per lo sport e per la vita: «Non bisogna mai demorallizarsi, ogni montagna, per quanto dura, può essere scalata. Umbria24 lo ha intervistato a pochi giorno dall’arrivo del Giro in Umbria.
Il ciclismo nel cuore e nelle braccia Nella presentazione della sua impresa (ma non è la prima) non potrebbe usare parole migliori il presidente della Federciclismo umbra, Carlo Roscini: «Mi ricordo il giorno dell’incidente, poi la lunga riabilitazione: Luca è un ragazzo forte, che non molla mai, un esempio per tanti in difficoltà come lo è lui. Un po’ di tempo fa l’ho visto un po’ buttarsi giù, demoralizzato, ingrassato: l’ho insultato, io mi posso permettere perché gli voglio bene. L’ho stimolato, si è rimesso in forma. Un giorno mi ha incontrato e mi ha detto: presidente, vedi come sto sciupato?».
I numeri dell’impresa L’impresa di Luca Panichi, tra le altre cose volto televisivo di Umbria Tv e amico di Umbria24, si svolgerà sabato 26 maggio: «Partirò la mattina presto per arrivare due ore prima dei ciclisti: sono 19 km al 7% di pendenza medio, mi serviranno 8 ore». Per realizzare l’impresa Luca potrà contare su una carrozzina tutta nuova, realizzata in un solo mese dalla ProGeo di Treviso con uno studio posturale specifico per la salita. «Li voglio ringraziare – dice Luca – ci mettono passione e competenza: è leggerissima e sicuramente aiuterà la prestazione».
«Ognuno scali il suo Stelvio» Da lassù, come ha promesso nella videointervista, saluterà Umbria24 e tutta l’Umbria agitando una mano. Soprattutto per lanciare quel messaggio di speranza: «Non bisogna guardare ciò che non c’è, ma cercare sé stessi e la propria strada non emulando gli altri ma impegnandosi in ciò che si può dare senza il bisogno di emulare gli altri: così ognuno può scalare il suo Stelvio».

