di Daniele Bovi
Riorganizzare i servizi per la salute mentale, con particolare attenzione ai Disturbi del comportamento alimentare. È questo l’obiettivo che ha portato la giunta regionale ad affidare, nei giorni scorsi, un incarico di supporto alla dottoressa Laura Dalla Ragione, esperta riconosciuta e molto nota nel settore.
Riorganizzazione L’incarico, conferito a titolo gratuito, è finalizzato a migliorare l’organizzazione della rete regionale dedicata alla diagnosi e al trattamento dei Dca. L’obiettivo è rendere più accessibile e omogenea l’assistenza su tutto il territorio, stabilizzando e consolidando un modello basato sull’équipe multidisciplinare. Tra le attività previste, c’è la definizione e l’implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, il rafforzamento delle unità di ricovero ospedaliero metabolico-nutrizionale e la promozione di iniziative di formazione per i professionisti del settore, compresi i medici di base e i pediatri.
Chi è La dottoressa Dalla Ragione è una psichiatra e psicoterapeuta con un’esperienza pluridecennale nel settore. Ha diretto i Servizi interaziendali per i disturbi alimentari della Usl Umbria 1 e ha coordinato centri residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali dedicati alla cura di queste patologie. Il suo contributo è stato portato anche a livello nazionale, con la partecipazione a tavoli ministeriali e progetti di ricerca.
I compiti L’incarico avrà una durata di 12 mesi, con possibilità di proroga. La dottoressa supporterà la Direzione Salute e welfare nell’attivazione di sinergie tra istituzioni sanitarie e associazioni di volontariato, oltre che nella promozione di campagne di prevenzione nelle scuole e nel mondo dello sport. La decisione della Regione nasce dal riconoscimento del «notevole e continuo contributo» di Dalla Ragione nel settore e dalla necessità – spiega Palazzo Donini nell’atto con cui si affida l’incarico – di rafforzare la rete assistenziale per i Dca e migliorare la qualità della presa in carico e l’efficacia degli interventi.
Il fenomeno Negli ultimi anni in diverse occasioni è stato sottolineato come i disturbi di questo tipo rappresentino un fenomeno in intensificazione, con un aumento dei pazienti, una riduzione dell’età media e una progressiva presenza del disturbo anche tra i maschi. Secondo le stime, in Umbria i pazienti sono circa 22 mila anche se i numeri – complice il fatto che le persone magari non chiedono aiuto – potrebbero essere sottostimati. Un intervento precoce insieme al coinvolgimento della famiglia e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica può essere determinante, dato che con diagnosi tempestive i tassi di guarigione sono molto alti.
I centri regionali In Umbria, la rete di assistenza per i disturbi alimentari è articolata e riconosciuta a livello nazionale. Il Centro Dna di Todi, struttura pionieristica, propone percorsi residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali per anoressia, bulimia e binge eating, accogliendo anche pazienti molto giovani. A Città della Pieve, il Centro Dai e obesità si occupa di disturbo da alimentazione incontrollata e obesità. Sempre a Todi, il Nido delle Rondini propone un approccio diurno intensivo. A Città di Castello, la Pediatria contribuisce al trattamento in età evolutiva. Il Centro Dca di Umbertide poi, attivo da oltre dieci anni, offre supporto ai minori e il coordinamento con i ricoveri salvavita. A Terni, la comunità Dca Città Giardino integra psicoterapia, arteterapia e pasti assistiti. A Perugia, invece, esistono anche associazioni come Il Pellicano, da 30 anni impegnata nella lotta ai disturbi alimentari.
