di Dan.Bo.
Il Governo ripristina 10 milioni di euro per il Fondo contro i disturbi alimentari e spiega che, il primo aprile, entrerà in vigore il nuovo nomenclatore tariffario che permetterà di usufruire di una serie di nuove prestazioni ambulatoriali in esenzione. A dirlo è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci mercoledì durante il question time alla Camera. I dieci milioni per il 2024 saranno messi a disposizione con un emendamento al decreto Milleproroghe. Quanto ai 25 milioni stanziati a favore delle Regioni tra 2022 e 2023, Schillaci ha spiegato che al momento è stato impegnato il 59 per cento del finanziamento e speso solo il 3 per cento della cifra complessiva».
IL TAGLIO E LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI
Prestazioni ambulatoriali «Con l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario e dell’ulteriore aggiornamento dei Lea – ha detto alla Camera – sarà garantita finalmente la piena copertura finanziaria in modo strutturale per l’erogazione delle prestazioni a beneficio di tutti pazienti con tali disturbi, rendendo di fatto non più necessario un Fondo straordinario a carattere temporaneo che finora è stato sperimentato». Quanto al nuovo nomenclatore e all’aggiornamento dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) saranno 32 le prestazioni ambulatoriali a favore di pazienti affetti da anoressia e bulimia.
L’ESPERTA: «GIOVANI HANNO FAME DI RICONOSCIMENTO»
Tesei «Accogliamo con grande soddisfazione l’annuncio del ministro», commenta la presidente Donatella Tesei. L’Umbria – continua Tesei – riserva particolare attenzione a questa problematica e offre strutture e personale d’eccellenza. Nei giorni scorsi mi ero adoperata nei confronti del Governo affinché venisse ripristinato il Fondo. Accogliamo dunque positivamente la decisione del Ministro, che ha dimostrato sensibilità nei confronti di un fenomeno quanto mai presente nella nostra società».
La manifestazione In attesa di capire come evolverà il quadro, per venerdì una serie di associazioni come Chiedimi come sto (UDU e Rete degli Studenti Medi), Fondazione Fiocchetto Lilla, Animenta Dca e tante altre, hanno indetto una manifestazione in 28 città italiane per protestare contro il taglio del Fondo. In particolare, a Perugia l’appuntamento è alle 18 in piazza Italia. Gli studenti chiedono al Governo di ripristinare le risorse ricordando che «nel nostro Paese in quattro milioni – dice Camilla Piredda dell’Unione degli universitari – soffrono di questi disturbi, con quattromila morti ogni anno. Non c’è tempo da perdere». «Noi studenti – aggiunge Camilla Velotta della Rete degli studenti medi – siamo in prima fila perché attraversiamo l’età a maggiore rischio. Infatti, i Dca si manifestano soprattutto nelle ragazze tra i 15 e i 25 anni, con circa il 10 per cento dei soggetti in età a rischio che soffre di disturbi alimentari. Sono numeri drammatici e ci sentiamo abbandonati dal Governo».
La mozione Martedì intanto in consiglio regionale è stata respinta con 11 voti contrari e 3 a favore la richiesta di Tommaso Bori (Pd), avanzata in apertura di seduta, di inserire nell’ordine del giorno dei lavori una ulteriore mozione a sua firma riguardante il supporto ai centri che si occupano dei disturbi del comportamento alimentare. L’atto aveva come obiettivo quello di ripristinare il fondo per il contrasto dei disturbi alimentari azzerato dal Governo, inserendo nei livelli essenziali di assistenza le attività dei centri e dei professionisti che si occupano della presa in carico dei pazienti. «La presidente Donatella Tesei, a parole, dice che è necessario ripristinare il Fondo – commenta Bori -, ma, nei fatti, si contraddice votando contro l’inserimento all’ordine del giorno odierno della mozione. Siamo di fronte all’ennesimo gesto imbarazzante di una Presidente ormai ostaggio di una maggioranza che la sta portando alla deriva. Ciò nonostante la presidente continua a difendere posizioni indifendibili pur di non urtare chi, da Roma, deciderà sul suo destino e per questo arriva perfino a smentire se stessa».
Il disegno di legge A Roma invece mercoledì è iniziata la discussione nella commissione Sanità (guidata dal senatore umbro di FdI Franco Zaffini) sul ddl che, in tema di disturbi alimentari, introduce varie novità riconoscendo come malattie sociali l’anoressia nervosa e la bulimia, prevedendo anche pesanti sanzioni fino alla detenzione fino a due anni (e multe da 20 mila a 60 mila euro) a carico di chi istigasse a tali comportamenti. Se poi il reato fosse commesso nei confronti di una «persona indifesa minorata» o di under 14, il carcere andrebbe dai due ai quattro anni mentre la multa dai 40 mila ai 150 mila euro. Prevista anche l’istituzione di una Giornata nazionale contro i disturbi alimentari (il 15 marzo di ogni anno), la predisposizione di un piano di interventi da parte del Servizio sanitario nazionale e lo stop ai siti che «diffondono tra i minori messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione a condotte alimentari inidonee».
