La discarica di Orvieto

di Daniele Bovi

Altro possibile lieve ritocco all’insù per le bollette dei rifiuti in Umbria. In queste ore Gest – la società che attraverso Gesenu, Sia e Tsa si occupa dei rifiuti nel Perugino, al Trasimeno e nella Media Valle del Tevere – sta inviando ai sindaci dei Comuni interessati e all’Auri (l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico) una lettera in cui spiega che a partire dal primo gennaio l’Iva relativa al conferimento in discarica dei rifiuti aumenterà. In particolare si passerà dal 10 al 22 per cento non solo per il costo del conferimento in discarica  ma anche per l’incenerimento dei rifiuti senza recupero energetico. «Pertanto – scrive Gest – per l’annualità 2025 la fatturazione relativa al servizio di gestione integrata dei rifiuti dovrà essere adeguata in ottemperanza alla predetta modifica normativa intervenuta».

Le novità normative Auri in particolare fa riferimento a un comma dell’ultima Legge di bilancio, approvata alla fine dell’anno scorso, secondo il quale a partire dal primo gennaio 2025, il conferimento in discarica nonché l’incenerimento senza recupero energetico non beneficiano più dell’aliquota Iva agevolata al 10 per cento, ma sono soggette a quella ordinaria del 22 per cento. La modifica è stata introdotta dal Governo per dare un segnale di indirizzo verso politiche ambientali più sostenibili, incentivando pratiche di gestione dei rifiuti maggiormente allineate con i principi dell’economia circolare e disincentivando lo smaltimento come opzione primaria. Nella relazione allegata alla Finanziaria si legge infatti che la modifica  risponde alla finalità di eliminare un sussidio ambientale dannoso  in contrasto con il principio dell’economia circolare; il tutto in coerenza con il contenuto delle direttive comunitarie in tema di economia circolare. 

Il dibattito Non tutte le attività legate alla gestione dei rifiuti subiranno quindi l’incremento dell’aliquota: la norma manterrà le agevolazioni per tutta un’altra serie di prestazioni garantite dalle società. A fine 2024, durante il dibattito sul tema Laura D’Aprile, capo dipartimento per lo sviluppo sostenibile del Ministero, aveva spiegato che mantenere oggi queste agevolazioni «rappresenta quasi una follia». Secondo la relazione tecnica allegata alla manovra di bilancio, l’intervento dovrebbe generare risorse per circa 148 milioni di euro; stando alla Corte dei conti, però, l’impatto potrebbe essere anche minore. Sempre nel corso del dibattito sulla manovra, i Comuni hanno espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche legate all’aumento.

Le cifre Ma come si tradurrà questa modifica nella realtà? In estrema sintesi, le bollette vengono calcolate sulla base dei Pef, i Piani economico-finanziari predisposti dalle aziende ogni anno e approvati da Comuni e Auri. Prendendo il caso di Perugia, in un Pef da circa 50 milioni di euro il peso economico del costo per il conferimento in discarica vale circa 1,4 milioni; l’aumento quindi dovrebbe ammontare a poco meno di 170 mila euro. Costi che alla fine però potrebbero anche non essere “scaricati” dai Comuni nelle bollette pagate dai cittadini. In un post su Facebook Antonino Ruggiano, ex presidente di Auri e sindaco di Todi, ha criticato la scelta della nuova giunta regionale e di Auri di bloccare l’iter relativo al nuovo termovalorizzatore: «La scelta della Regione – scrive – rischia di costarci un 12 per cento di aumento».

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