di Chiara Fabrizi
Addio a fotografi che saltano da una parte all’altra dell’altare per portare a casa lo scatto migliore. E addio pure ai fiorai che se ne inventano una più del diavolo pur di realizzare l’addobbo floreale più bello. Ora a dettare le regole per i matrimoni, e non solo, è la Chiesa. Anzi l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.
Corsi di formazione e patentino L’ufficio liturgico dell’Arcidiocesi di monsignore Renato Boccardo ha deciso: per scattare fotografie e per decorare le chiese in occasioni di matrimoni, battesimi, comunioni e ogni altra funzione è obbligatorio seguire due lezioni formative e conseguire l’attestato. Un patentino insomma, naturalmente rilasciato dall’Arcidiocesi. È questa l’ultima novità a cui dovranno necessariamente adeguarsi i professionisti dei due settori prima di potere esercitare il proprio mestiere all’interno delle chiese dello spoletino e della Valnerina. Altrimenti, senza l’abilitazione, niente scatti e niente fiori.
Regole precise Nell’invito recapitato ai professionisti del territorio, ma anche alle associazioni di categoria, ai parroci, ai fotografi e fiorai con sede al di fuori dell’arcidiocesi non vengono specificati i contenuti delle due giornate di formazione. Tuttavia con ogni probabilità le tre ore in cui è stato strutturato il corso serviranno per fornire alle due categorie precise indicazioni su come realizzare tanto i servizi fotografici quanto le decorazioni.
Foto amatoriali Considerando l’obbligatorietà del patentino è più che probabile che parenti o amici della persona che riceve il sacramento non potranno realizzare fotografie durante la funzione. Magari rimanendo fermi dai propri banchi una piccola eccezione si potrà pure fare, ma è difficile immaginare che, come è successo finora, chiunque in possesso di una macchina fotografica possa avvicinarsi all’altare e iniziare a scattare.
Calendario lezioni Per il momento sono stati fissati solo i primi due corsi. Ai fotografi toccherà l’8 e il 22 novembre dalle 18.00 alle 19.30, ai fiorai il 7 e il 21 allo stesso orario. Probabile però che le lezioni dovranno ripetersi più di una volta, specie in primavera quando tra matrimoni e comunioni le cerimonie vengono celebrate con ritmi serrati. Naturalmente la partecipazione ai corsi è totalmente gratuita.


Sono Salvatore Bianchi, fotografo professionista specializzato in cerimonie di matrimonio, realizzo servizi fotografici nuziali prevalentemente nel centro Italia e sono pienamente daccordo con l’iniziativa intrapresa dall’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.
Nella mia città (Avezzano AQ) già oltre un decennio fa per volontà del vescovo i fotografi furono gentilmente invitati ad un corso/incontro che si proponeva come obiettivo quello di valutare insieme quali fossero gli atteggiamenti più consoni nell’esercitare la professione di fotografo nell’ambito di una funzione religiosa di cosi grande importanza come quella del matrimonio cattolico.
L’esperienza fu molto positiva e i fotografi partecipanti conseguirono una specie di patentino, al quale io non diedi nessuna importanza al contrario dell’accrescimento culturale e professionale derivante dalle riflessioni sollecitate da quegli incontri con vari rappresentanti del clero.
Mai nessun controllo fu fatto quando ci furono matrimoni nella nostra diocesi (meno male) e la cosa se pur di gran valore ed utilità finì nell’oblio più generale.
Io mi domando saranno buoni cristiani tutti quegli invitati che ridicoli e maleducati si affannano a fare riprese video e fotografiche senza nessuna discrezione arrivando addirittura a invadere spazi dedicati a ben altre funzioni e a disturbare la concentrazione e la partecipazione dei tanti devoti ?
Che dire? … la mamma dei maleducati e degli stolti è sempre incinta!