di Mar. Ros.
«Non so ancora quanto costerà questa operazione di trasferimento dell’urna dalla basilica, in ogni caso pagherò di tasca mia prelevando soldi dal mio conto corrente personale e non quello della Diocesi, non ho chiesto contributi a nessuno. È una cosa che ho voluto fare io per atto di devozione e in modo da evitare ogni tipo di diceria». Questa la dichiarazione del vescovo padre Giuseppe Piemontese alle porte del San Valentino di Terni, rispetto ad una scelta che ha suscitato più di qualche mal di pancia.
Perché celebrare il patrono in Duomo «La prima ragione è ecclesiale – ha detto il presule della diocesi di Terni, Narni e Amelia – San Valentino è stato vescovo di Terni quindi non può non avere attinenza con la chiesa madre, in secondo luogo c’è la dimensione comunitaria e celebrare il Santo nel centro città è un modo per avvicinare più fedeli possibili, poi c’è la ragione civile perché questa figura ha segnato il passato della città, che non sarebbe stata la stessa senza questo patrono». Per questa ragione, il vescovo Piemontese intende celebrare il Giubileo delle istituzioni: «Oggi è difficile amministrare con le mani pulite e il cuore libero senza lasciarsi coinvolgere, noi preghiamo San Valentino che essendo stato vescovo in un’altra epoca è stato non solo guida spirituale».
Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo Il primo cittadino il giorno della messa nella cattedrale accenderà una lampada votiva a San Valentino come atto d’amore e affidamento della città al suo patrono e reciterà una preghiera che suggella il legame dei ternani al Santo e implora la sua costante protezione. «Non sono un rivoluzionario – dice il presule a proposito della messa del 14 febbraio – ho chiesto il permesso per farlo. La celebrazione sarà dedicata a San Valentino, nonostante quella prossima sia la prima domenica di Quaresima».
Il trasferimento dell’urna di San Valentino Il trasporto e la deposizione delle reliquie avverranno nella massima sicurezza come spiegato dall’architetto Luca Volpi che coordina l’operazione: «La teca dove è conservato il santo pesa circa 150 chili, sarà caricata su una lettiga di protezione e portata nella cattedrale in macchina e tutto è stato studiato perché non subisca sollecitazioni». La traslazione, di cui si è parlato ampiamente nei mesi passati, sarà accompagnata da una fiaccolata venerdì a partire dalle 21 e terminerà con una veglia di preghiera in duomo. Visti gli attriti emersi in settimana, Umbria 24 ha chiesto al vescovo se si aspetta iniziative da parte del Centro valentiniano la sera in cui è previsto che l’urna esca dalla basilica: «Sono sicuro al cento per cento – ha risposto – che tutti si assoceranno a noi nella fiaccolata». Il giorno precedente, quindi giovedì 11 febbraio padre Piemontese nel pomeriggio sarà all’ospedale Santa Maria di Terni per l’apertura di una nuova Porta santa.
La cattedrale di Terni Sabato 13 la cattedrale di piazza Duomo sarà aperta dalle 7.30, saranno celebrate messe alle 8.30, 10.30 e 17.30. Alle 16 c’è la recita del Rosario. Alle 21 si terrà il concerto dell’istituto Briccialdi. Domenica 14 il programma prevede alle 9 corteo delle istituzioni cittadine da Palazzo Spada verso piazza Duomo, il passaggio con il vescovo attraverso la Porta santa della cattedrale e alle 9.30 la celebrazione del solenne Pontificale, alla presenza dei parroci della diocesi, autorità civili e militari e fedeli tutti. Alle 11 partirà la processione con le reliquie di San Valentino verso la basilica.
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