Il consiglio regionale mercoledì ha approvato, dopo un lungo dibattito e non senza polemiche, il Piano regionale dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica per l’anno 2014-2015. Diciotto i voti favorevoli dei consiglieri di centrosinistra (tranne Brutti e Goracci), 6 quelli contrari (Nevi, Monni, Valentino, Monacelli e, appunto, Brutti e Goracci) e 4 gli astenuti (Cirignoni, Zaffini, Rosi e Mantovani). Rispetto a quanto contenuto nel documento proposto dalla giunta, poi emendato dalla Terza Commissione consiliare, l’aula ha discusso altri emendamenti sostitutivi: no è stato detto all’istituzione dell’alberghiero al «Gattapone» di Gubbio, anche se c’è la disponibilità a creare «un tavolo tecnico e territoriale che valuti la possibilità di attivare questo indirizzo nell’anno scolastico 2015-2016».
Scontro su Gubbio «Quanto richiesto per Gubbio – ha detto la presidente Catiuscia Marini in aula – non è ammissibile. L’alberghiero ha altre necessità rispetto ai normali Istituti superiori: servono strutture e investimenti con obbligo di finanziamento da parte della Provincia. Non si tratta di dare qualche aula e poi magari toglierla se non funziona. Inoltre i numeri dicono che da Gubbio 5 studenti vanno all’alberghiero di Città di Castello e 5 ad Assisi. È buon senso amministrativo esaminare a fondo tutti gli aspetti e poi costruire un percorso, senza precludersi possibilità future». Per Andrea Smacchi (Pd) quello fatto per Gubbio è un «importante punto di partenza» mentre per Orfeo Goracci (Comunista italiano) si tratta di un «ulteriore schiaffo alla città». Emendata sempre dalla giunta anche la rimozione dei plessi dell’infanzia di Montebello dall’Istituto comprensivo «San Paolo-XX Giugno» ed il loro reinserimento presso l’Istituto comprensivo di San Martino in Colle (era stata la Commissione a lasciare Montebello con le scuole della città); altro aspetto dell’emendamento dell’esecutivo quello del reinserimento dei plessi dell’infanzia e delle elementari di Casaglia nell’Istituto comprensivo di Ponte Valleceppi (la Commissione aveva lasciato queste scuole con il comprensivo «Foscolo» di Perugia).
Emendamenti ko Respinto l’emendamento presentato dai consiglieri Dottorini (IdV) e Stufara (Prc) per formare un Istituto comprensivo con Cannara, Bettona e Torgiano insieme e concedere la deroga a Bevagna, che non ha numeri sufficienti per l’autonomia. No anche a quello presentato dai consiglieri di opposizione Rosi, Valentino, Monni, Mantovani, Monacelli, Nevi, De Sio, Lignani Marchesani e Zaffini, che chiedevano una organizzazione verticale per il 3° circolo didattico di Perugia, in analogia con il percorso seguito per i circoli 2° e 4° (10 sì e 18 no). Niente da fare pure per l’emendamento Goracci-Brutti che chiedeva di non accorpare l’Istituto «Gattapone» di Gubbio con l’IIS «Cassata» (3 sì, 22 no e 2 astenuti). Infine, respinto l’emendamento di Maria Rosi (Ncd) che proponeva su Gualdo Tadino l’accorpamento della scuola media «Storelli» con l’IIS «Casimiri» anziché la direzione didattica “Tittarelli” (9 sì e 18 no, 2 astenuti).
Offerta formativa Per quanto riguarda l’offerta formativa, la giunta aveva espresso parere sfavorevole, relativamente al Piano approvato dalla Provincia di Perugia, all’istituzione di un nuovo indirizzo «scenografia» al «Bernardino di Betto» di Perugia, ma la Commissione lo aveva invece concesso e questa decisione non è stata emendata: Perugia avrà quindi l’indirizzo scenografico. In tema di dimensionamento, sono state concesse deroghe, per motivi particolari, a quegli istituti sottodimensionati come quello per cechi di Assisi, l’Istituto Comprensivo «San Benedetto» di Valfabbrica, quello di Massa Martana , l’Ipsia «Pertini» di Terni, e il «Luigi Valli» di Narni.
Casciari: in vista altri tagli «Questo percorso – ha detto in aula l’assessore Carla Casciari – fa parte di un piano triennale già votato da quest’aula, che ha ribadito nelle sue linee guida il principio della territorialità, il rispetto delle competenze degli altri enti e dei circoli didattici, una scelta della Regione Umbria e non fatta da altre regioni che hanno usato solo parametri numerici. Va detto che ciò che cambia non è dove andranno i ragazzi a scuola, ma le retribuzioni dei dirigenti e l’assetto del personale scolastico, docenti e Ata. Dimensionare è un percorso difficile. E sono in vista, col decreto Carrozza, ulteriori tagli perché si sposterà il limite a mille e cento studenti. La giunta ha preso atto di situazioni ancora da risolvere per adeguarsi a quanto siamo obbligati a fare dai decreti ministeriali. Nel particolare ricordo che, riguardo a Gubbio, quando la giunta ha deliberato la convenzione con il centro servizi Santo Spirito non c’era ancora e la Provincia non può fare investimenti. Solo in questi ultimi giorni è arrivato il nuovo parere della Provincia di Perugia, e indica la necessità di adeguamenti e investimenti. Per quanto riguarda Perugia, il Comune ha scelto di fare una rivoluzione, mettendo a disposizione 3 autonomie, e sulle criticità emerse ricordo che ci saranno verifiche a due anni dall’applicazione, perché nulla è immodificabile. Cannara e Bevagna è già sottodimensionato per i 900, figuriamoci per i 1100. Abbiamo puntato a dare stabilità».
