L'assessore comunale alla Scuola Monia Ferranti

Sul piano di dimensionamento il Comune di Perugia fa dietrofront, ma questo, a parere dell’assessore Monia Ferranti «questo non significa che intenda abdicare e rinunciare al suo ruolo, perché l’attenzione verso il mondo della scuola rimane assoluta». Sui motivi del ritiro del progetto, l’assessore fa notare il cambio di orientamento dell’Ufficio scolastico regionale per cui il Comune era rimasto da solo.

Resta una priorità «Il Piano – per Ferranti – era una priorità ieri, lo sarà domani. Il piano è stato ritirato, ma noi continuiamo a ritenerlo assolutamente valido, e resta comunque il nostro punto di riferimento nella materia del dimensionamento della rete scolastica». Ripercorrendo, nelle diverse tappe, tutto l’iter che ha portato prima alla definizione del progetto, poi al ritiro, l’assessore ha premesso che fin dal principio «il Comune era consapevole che ci sarebbero state perplessità vista la delicatezza della questione, anche perché oggettivamente i tempi della partecipazione sono stati stretti».

Il Comune rimasto da solo La Ferranti fa notare che l’Ufficio scolastico regionale prima «ha costruito con noi questo piano», ma poi al momento fatidico si è astenuto nella Conferenza provinciale. «Abbiamo verificato – ha aggiunto l’assessore – che non c’era più la condivisione necessaria perché il provvedimento potesse transitare, non c’era il clima giusto, e non poteva essere soltanto il Comune a difenderlo. Abbiamo perciò deciso di fermarci».  Altro punto sottolineato dall’ assessore, il fatto che «le modifiche che ci venivano chieste per un voto positivo significavano snaturare un progetto che aveva precisi e coerenti obbiettivi» .

Il 2011 è un punto interrogativo Positiva invece, secondo la Ferranti,  l’interlocuzione con la Provincia. «Con l’assessore Granocchia – ha detto – c’è stato un chiarimento, e da allora abbiamo riscontrato una piena sinergia». Quanto al futuro, Ferranti non ha nascosto le preoccupazioni del Comune: «dal 2011 abbiamo un punto interrogativo in più, e quello che possiamo attenderci è una ulteriore instabilità della rete scolastica, ecco perché qui non vince né perde nessuno: la verità è che ai motivi di incertezza che  già conosciamo se ne aggiunge un altro».

Il progetto messo da parte «Proprio per dare stabilità nel tempo alle istituzioni scolastiche,  garantendone la autonomia, si era deciso di varare il nuovo dimensionamento della rete basato sulla realizzazione “verticale” (che oltre tutto non metteva in pericolo posti di lavoro) di istituti comprensivi: volevamo che i ragazzi fossero accompagnati nel loro ciclo scolastico superando la separatezza  tra le diverse fasi». Infine, secondo l’assessore, «le problematiche del clima politico incerto per quanto riguarda le sorti del governo e l’ immediato futuro degli scenari parlamentari non contribuiscono certamente a rasserenare le prospettive del Paese in generale e del mondo della scuola in particolare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.