I sacchetti per la raccolta differenziata in centro storico

di Dan.Bo.

È un’Umbria che sulla raccolta differenziata viaggia a due velocità quella disegnata dai numeri 2013 diffusi venerdì dall’assessorato all’Ambiente della Regione. Se la media infatti si attesta intorno al 48,3%, 4,5% in più rispetto al 2012, il Nord dell’Umbria conferma di avere un passo decisamente più svelto rispetto a quello del resto della regione: l’Ati2 (Perugino) ha raggiunto quasi il 60%, l’Ati1 (Alto Tevere) va poco oltre il 50% mentre il 3 (Folignate-Spoletino) e il 4 (Ternano) ballano intorno al 40%. Un anno fa il numero 1 era fermo al 46%, il 2 al 50,7%, il 3 al 38,5% e il 4 al 35,5%. Per la prima volta nel 2013 poi i chili di differenziata sono più di quelli di indifferenziata, mentre si riduce il volume complessivo che si attesta a 487.734 tonnellate (nel 2012 erano 504 mila).

Calo «Un consistente e perdurante calo della produzione dei rifiuti – spiega l’assessore Silvano Rometti – che è certamente da mettere in relazione alla lunga fase di stagnazione dell’economia, che ha determinato una contrazione dei consumi, ma anche all’estensione dei sistemi di raccolta ‘porta a porta” avvenuta proprio nell’ultimo quinquennio». In media ogni umbro ha prodotto 515 chili di rifiuti (521 nel 2012), un dato di poco superiore alla media nazionale (504 chili) ed europea (502 chili), ma che risulta nettamente più basso rispetto a quello dell’Italia Centrale (582 chili). Numeri superiori rispetto alla media del Centro Italia anche per quanto riguarda il dato complessivo della differenziata, che nelle altre regioni limitrofe si ferma al 32,9%.

I Comuni Scendendo più in profondità guardando a cosa è successo nei diversi comuni, in quelli con oltre 10 mila abitanti, dove si produce circa il 75% di tutti i rifiuti prodotti, la differenziata si attesta al 50,2%. Umbertide, Bastia Umbra, Marsciano e Todi hanno superato l’obiettivo fissato dal Piano regionale del 65%, Perugia ha raggiunto il 59,1% come media annuale, salito al 61,5% nel quarto trimestre 2013. Terni invece è ferma sotto il 44% e in totale 28 Comuni hanno superato il 50%, sei dei quali hanno oltrepassato il 65%. Nel 2013 poi si conferma il trend di crescita della raccolta di rifiuti organici così come di plastica e vetro.

Rometti Parlando del sorpasso della quantità di rifiuti differenziati su quelli indifferenziati, Rometti sostiene che «è stato possibile grazie all’allargamento a un numero sempre più consistente di famiglie del ‘porta a porta’. I dati, certificati, confermano – aggiunge – l’efficacia del Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle azioni su cui la Regione ha puntato decisamente da alcuni anni, in particolare la più ampia diffusione del sistema di raccolta ‘porta a porta’, la promozione delle ‘ecofeste’ e l’attivazione delle fontanelle di acqua pubblica naturale e frizzante che ha diminuito la produzione di rifiuti di plastica».

Twitter @DanieleBovi

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