Quintana

di Iv. Por.

L’importante sono i fondi, del resto importa poco. E’ in larga misura inattuata la legge regionale del 2009 sulla qualificazione e promozione delle manifestazioni storiche dell’Umbria. Nel 2013 sono state 19 a spartirsi 120 mila euro. Ma senza che molti obblighi imposti siano stati rispettati, come la comunicazione sui progetti attuati o i flussi turistici generati. Diverse le bacchettate contenute nella relazione illustrata dal presidente della terza commissione, Massimo Buconi, sull’attuazione della legge.

I contributi festa per festa Nello 2013 sono stati erogati contributi a 19 manifestazioni per un totale di 120 mila euro. Questo il riparto dei fondi: la Giostra della Quintana ha ricevuto un contributo di 19 mila euro; la Corsa all’Anello di Narni 16.500 euro come il Mercato delle Gaite di Bevagna; il Calendimaggio di Assisi 12.500 euro; i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino 8.500 euro; 5 mila euro sono andati alla Giostra dell’Arme di San Gemini e alla Donazione Santa Spina di Montone; un contributo di 4.500 euro è andato rispettivamente al Palio dei Terzieri di Città della Pieve, al Palio dei Terzieri di Trevi e al Palio dei Colombi di Amelia; la Festa di Settembre di Fine 800 di Umbertide ha avuto 3.500 euro; 3 mila euro, invece, sono stati assegnati al Palio dei Quartieri di Nocera Umbra, a Hispellum di Spello, alla Fuga del Bove di Montefalco, alla Rassegna delle Pasquarelle di Cascia e al Rinascimento ad Acquasparta; alla rievocazione dell’Antica Repubblica di Cospaia che si tiene a San Giustino sono andati 2.500 euro; mille e 500 alle Giornate Medievali di Narni e mille alla Fiera di San Michele Arcangelo di Fratta Todina.

Poche informazioni Questi i punti evidenziati nella relazione: non ci sono informazioni circa i risultati ottenuti nella qualificazione e promozione; sul calendario delle manifestazioni solo un accenno alla sovrapposizione, “seppure lieve” (1 o 2 giorni) tra alcune rievocazioni storiche, che fin dalle antiche origini, si svolgono nel mese di maggio e nella seconda metà di agosto; sui contributi erogati nella relazione c’è solo una tabella contenente l’importo senza alcuna informazione circa i progetti di qualificazione delle manifestazioni per cui tali finanziamenti risultano erogati. Non c’è inoltre alcuna menzione delle relazioni artistico-finanziarie che gli enti organizzatori devono trasmettere alla Giunta regionale pena inammissibilità delle domande di contributo per gli anni successivi.

Legge in parte inattuata Il parere della commissione è che la legge regionale risulta ad oggi “soltanto parzialmente attuata”. Infatti, a prescindere dall’effettiva erogazione dei contributi, l’Elenco regionale delle manifestazioni storiche non sembra essere stato istituito (da un punto di vista formale) e non risulta alcuna pubblicazione dell’Elenco regionale delle manifestazioni storiche nel Bollettino Ufficiale della Regione. Il Calendario delle manifestazioni storiche non è mai stato comunicato alla Commissione consiliare competente. Per quanto riguarda invece la diffusione e la promozione del Calendario, il sito istituzionale della Regione non ne fa menzione. Tuttavia, nel portale turistico della Regione Umbria, le manifestazioni storiche sono inserite all’interno della sezione “Grandi eventi”.

Flussi turistici sconosciuti I dati a disposizione non permettono di ricostruire l’evoluzione dei flussi turistici nelle località delle manifestazioni storiche”. Pur essendo veritiera la difficoltà di ricostruzione dei flussi turistici nelle località in cui si organizzano le manifestazioni storiche (dal punto di vista dell’ammontare degli arrivi e delle presenze registrate) è pur vero che l’afflusso di visitatori di una manifestazione storica può essere quantificato in via indiretta in vari modi (attraverso il numero di biglietti venduti agli spettacoli o agli eventi previsti dai vari programmi, ma anche attraverso il numero di pasti erogati o ancora tramite l’ammontare delle entrate derivanti dalla manifestazione). Tali dati, che gli enti organizzatori sono tenuti a dichiarare sia nelle domande di contributo, sia nelle rendiconti annuali, potrebbero essere utilizzate per rispondere in maniera piuttosto esauriente al quesito della clausola valutativa.

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