di Daniele Bovi
Dai soldi per il minimetrò a quelli per il diritto allo studio e il Briccialdi di Terni, dal turismo alla legge contro le discriminazioni di genere fino all’edilizia abitativa per gli studenti, le attività sociali e l’acquisizione di alcuni beni del Consorzio per le aree industriali di Terni. Vale all’incirca 27 milioni di euro l’assestamento di bilancio approvato dalla giunta regionale, documento che mercoledì verrà presentato in Prima e Terza commissione a palazzo Cesaroni. In tutto 22 articoli per una manovra «di contenimento – scrive l’esecutivo – e di rigore», con cui si lasciano invariate tasse e tariffe e con cui viene «rafforzata l’opera di razionalizzazione e contenimento delle spese, già in atto da alcuni anni, privilegiando interventi di natura prioritaria e in grado di sviluppare sinergie».
Minimetrò Tra gli interventi da segnalare quello promesso nei giorni scorsi dall’assessore alla Mobilità Giuseppe Chianella, ovvero i due milioni di euro per il minimetrò; una boccata d’ossigeno per le casse in difficoltà del Comune di Perugia. Per il diritto allo studio c’è un milione di euro e 1,5 per il sostegno alle attività sociali. Vicino alla voce «attività culturali, turismo e spettacolo» c’è scritto 1 milione 922 mila euro, così divisi: 570 mila euro per la promozione turistica, 152 mila per il sostegno delle attività sportive, 700 mila per lo spettacolo, 300 mila per musei e pinacoteche e 200 mila per il l’istituto musicale Briccialdi di Terni. Quasi due milioni invece, per la precisione 1,9, per l’agricoltura e le foreste: in questo caso 661 mila euro serviranno per risarcire i danni causati dagli animali selvatici, 600 mila per la campagna antincendi e 300 mila per l’attività venatoria.
Le misure Una fetta sostanziosa, in tutto 12 milioni, riguarda poi due cofinanziamenti: il primo (7,5 milioni di cui si parlava già nell’assestamento 2014) è relativo al programma di edilizia abitativa per gli studenti universitari, mentre il secondo (i restanti 4,5 milioni) per il Piano di sviluppo rurale. Oltre a 250 mila euro per finanziare le leggi sulle politiche di genere e contro le discriminazioni sessuali, un milione di euro inoltre viene stanziato per le strade regionali e 7,5 per l’acquisizione di alcuni beni del Consorzio per le aree industriali del comprensorio Terni-Narni-Spoleto. Beni che la Regione vuole usare per lo sviluppo del territorio e delle infrastrutture produttive. Una parte fondamentale della manovra poi riguarda l’aumento (di 16,5 milioni di euro) del debito autorizzato per il 2015, che si attestava a 16 milioni; una mossa possibile dopo la determinazione definitiva del disavanzo 2014 e che porta quindi i mutui autorizzati a quota 32,5 milioni.
Mutui e Province Stando alle tabelle allegate, questi soldi verranno utilizzati così: 14 milioni andranno per interventi su beni immobili gestiti dalla Regione, 7,5 riguardano quelli gestiti dall’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio, 6 per le infrastrutture stradali, 2 per il fondo investimenti dell’Agenzia forestale, uno per interventi di irrigazione, mezzo milione per l’edilizia sportiva e altrettanto per il sistema museale regionale. Un capito ampio è quello che riguarda il riordino delle funzioni tra Regione e Province. La prima, oltre a più di 200 dipendenti, assorbirà anche alcuni compiti delle ‘nuove’ Province e così nell’assestamento si prevedono una serie di modifiche. Una di queste attiene la ripartizione della tassa di concessione che riguarda la caccia: il 33 per cento del gettito prima riservato agli enti di area vasta verrà ora incamerato dalla Regione, che stima un introito di 775 mila euro con il quale finanziare una parte delle maggiori uscite connesse al personale assorbito dalle Province.
Ecotassa C’è poi il gettito garantito dalla ecotassa, la cui quota verrà ora incassata da palazzo Donini: in tutto 2,7 milioni di euro. Idem per quanto riguarda il contributo sulle attività estrattive, che dovrebbe garantire dal 2016 un introito di un milione di euro, dei quali due terzi se li terrà la Regione mentre il restante terzo andrà ai Comuni dove ci sono le cave. Da ultimo, oltre al riassetto del sistema dei controlli sulle caldaie di cui Umbria24 parla più diffusamente qui, con l’assestamento si allungano anche gli incarichi dei membri del collegio dei revisori dei conti di palazzo Donini: da 3 a 5 anni, con annesso dimezzamento (da 20 giorni a 10), in caso di espressa richiesta del presidente della giunta, dei tempi concessi per rilasciare un parere.
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