L'arrivo in Slovenia di Jacopo

di Iv. Por.

La «gitarella» la chiama Jacopo. E’ lui il giovane perugino che il 18 luglio scorso è partito in mountain bike da Perugia per arrivare il 25 in Slovenia. Tutto ripreso attraverso i suoi Google Glass e finito su youtube. Poi è risalito in treno a Trieste ed è tornato a casa.

PERUGIA-SLOVENIA IN MB: IL VIDEO

Perché? Sui motivi del viaggio, Jacopo a Umbria24 dice: «E’ una domanda difficile.. cioè.. in realtà mi andava (e ci andava) di farlo e basta. Sarei dovuto partire con un mio amico che però poi non è più venuto a causa di un esame imprevisto all’università (siamo entrambi studenti). Non potendo posticipare il viaggio perché non ci sarebbero state altre date comuni disponibili ad entrambi contemporaneamente, ho deciso allora di partire da solo anche perché questa era la terza estate che se ne parlava e sarebbe stata anche la terza estate che sarebbe saltata. Quindi alla fine ho deciso di farmelo da solo (ero un po sconsolato all’inizio, ma con il senno di poi devo dire che non mi sono affatto pentito».

Bella avventura Jacopo definisce il viaggio «una bellissima esperienza che sicuramente rifarò la prossima estate, sperando questa volta di condividere il viaggio con il mio amico che non ha più trovato il modo di venire quest’anno».

Le tappe del viaggio Queste le tappe del viaggio: Urbino per la notte del 18, Riccione per la notte del 19, Cesenatico per la notte del 20, Porto Garibaldi (Comacchio) la notte del 21 e del 22 («Ho preso un giorno di totale riposo, passato al mare e a gironzolare un po’»), Piove di Sacco la notte del 23, Musile di Piave la notte del 24, Temnica (in Slovenia) la notte del 25.

Dove ho dormito «I primi 3 giorni – racconta Jacopo – li ho passati in hotel/ostelli, ma poi fortunatamente, navigando per internet ho scoperto un sito fantastico che mai avrei creduto funzionasse anche in Italia (la mentalità del sito intendo), in cui praticamente ci sono iscritti moltissimi cicloviaggiatori sparsi per tutto il mondo (e, incredibile, sono moltissime le persone iscritte anche in Italia), che sono disposti ad ospitare altri cicloviaggiatori come loro. Per le ultime 5 notti ho dormito quindi sempre gratuitamente a casa di persone di una gentilezza e disponibilità incredibile. Mi hanno offerto tutti una stanza, una doccia e un pasto caldo per cena. Molti offrono solo il giardino per accamparsi con la tenda, ma io non l’avevo perché mi ero organizzato da cani, avevo dietro solamente uno zaino (uno di quelli che usavo per andare a scuola per intenderci) con all’interno solamente i 7 cambi che mi sarebbero serviti per i 7 giorni di viaggio».

Incontri «E’ stata un’esperienza bellissima – ripete il cicloamatore – che consiglio di fare a tutti coloro che si reputano un po folli, salvo poi scoprire che folli non si è perché quando ti trovi a parlare con gente come quella che ho incontrato io e resti a sentire quello che hanno da raccontare, ti rendi veramente conto che sei veramente il meno folle di tutti. Anche nel treno di ritorno, seduto casualmente davanti ad una signora sui 60 anni, vedendomi che ero salito con la bici mi ha cominciato a dire che fino a qualche anno fa anche lei faceva cicloviaggi organizzati da comitive, qua e là in giro per l’Europa».

Consigli Qualche riferimento per chi è appassionato di queste cose Jacopo lo vuole dare: «warmshowers.org e asiaontheroad.com, il blog di Andrea, il ragazzo che mi ha ospitato a Porto Garibaldi che ora è a girarsi l’Asia in bici. E’ partito il 20 settembre scorso e resterà lì fino a febbraio».