di Daniele Bovi
A produrre il Css, ovvero il Combustibile solido secondario in due o tre impianti dell’Umbria, potrebbero essere anche dei privati. «Il pubblico può tranquillamente farlo – ha detto martedì a Perugia l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, presentando l’aggiornamento del Piano rifiuti datato 2009 – ma se arrivasse un privato con un progetto che sta dentro la cornice che abbiamo costruito, ben venga. Gli investimenti necessari non verrebbero scaricati neppure nella tariffa». Investimenti che, secondo le stime, ammontano a 2-3 milioni di euro per ognuno degli impianti candidati. L’opzione più ragionevole, come ha sottolineato Rometti, è quella di costruirli «in coda a quelli attuali».
Css Nell’aggiornamento approvato dalla giunta circa due settimane fa ipotesi precise non se ne fanno, anche se tutti gli indizi portano a Perugia, Terni e Foligno. Per quanto riguarda la città della Quintana la progettazione è in fase avanzata: «Ci stiamo lavorando – ha detto martedì i vertici di Vus – siamo in fase avanzata». La produzione di Css, il rifiuto che non è un rifiuto così come stabilito dal decreto dell’ex ministro Clini, che lo ha trasformato appunto in un combustibile che può viaggiare come una normale merce, è composto da frazione secca, rifiuti bioessiccati e scarti provenienti dal processo di recupero dei materiali (cioè dalla differenziazione). La produzione dovrebbe attestarsi tra le 60 e le 70 mila tonnellate all’anno, con un costo di produzione tre i 25 e i 30 euro e un ricavo che può essere simile, ma che dipende molto dalla qualità del prodotto.
Impianti Il Css, così come stabilito nel piano, sarà bruciato fuori dall’Umbria (ad esempio in cementifici o centrali elettriche) e non non stoccare più questi rifiuti in discarica si traduce in circa sette milioni di euro di risparmi. Accanto a ciò l’obiettivo è quello di migliorare tutta l’impiantistica perché «dove si produce il Css – dice Rometti – il meccanismo funziona solo con una raccolta differenziata spinta». Il potenziamento riguarderà tutti i tipi di rifiuto, dall’umido (tre biodigestori finanziati a Perugia, Foligno e Città di Castello) a quelli prodotti dallo spiazzamento delle strade (oggi uno a Terni è già attivo e bisogna completare quello a Perugia) fino a vetro e plastica. Rifiuti che oggi sono poco valorizzati. Complessivamente, secondo i dati forniti martedì, dalla vendita si ricavano circa 5 milioni; poco, pochissimo se si pensa che la raccolta costa 140-150 milioni «Oggi – dice l’assessore – i materiali recuperati hanno un basso valore».
Meno rifiuti Rometti auspica un polo unico per quanto riguarda la plastica, da selezionare in modo più attento a seconda dei tipi, mentre laddove si dovranno trattare i rifiuti che arrivano dalla pulizia delle strade «siamo in fase avanzata». Il tutto si inserisce in un aggiornamento del Piano 2009 dove si dice definitivamente addio al termovalorizzatore, si prende atto della diminuzione di rifiuti prodotti (nel 2009 erano 590 mila tonnellate, oggi sono 476 mila), dato imputabile alla crisi ma anche ad una maggiore consapevolezza e a una percentuale più alta di raccolta differenziata. «Molto ambizioso», per non dire velleitario, l’obiettivo del 65% che si sarebbe dovuto raggiungere nel 2012; oggi l’Umbria, benché in modo disomogeneo, è tra il 52% e i 53%, con l’ambizione di arrivare in pochi anni al 65-70%.
Tariffa puntuale «Su riduzione dei rifiuti e differenziata – commenta Rometti – abbiamo raggiunto risultati straordinari. Con questo adeguamento mettiamo un punto fermo dopo aver fatto passi importanti, senza scaricare la responsabilità su chi verrà». Primi passi a breve verranno fatti anche per quanto riguarda la cosiddetta tariffa puntuale, ovvero il sistema che permette al cittadino di pagare a seconda di quanti rifiuti getta. Una sperimentazione sarà attivata a Umbertide (una delle realtà più virtuose per quanto riguarda la raccolta differenziata) e in un comune del Ternano ancora da individuare. «La tariffa puntuale – ha detto Rometti – è il miglior incentivo per fare raccolta differenziata». Nei giorni scorsi inoltre la giunta ha dato il via libera anche al bando a favore delle cosiddette «ecofeste», mettendo a disposizione circa 200 mila euro per quelle che otterranno il massimo del punteggio in termini di rispetto dell’ambiente.
Twitter @DanieleBovi

la tariffa puntuale incentiverà le discariche abusive…gia’ e’ pieno di sacchi buttati in giro per strada, figuriamoci se poi prospetti a questi incivili anche il miraggio di uan convenienza economica. Se un comune produce meno rifiuti perche’ differenzia, allora dovrebbero pagare meno tutti.
Duecentomila euro alle sagre? Ma non scherziamo, rilasciamo l’autorizzazioni prevedendo l’obbligo dell’utilizzo di stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili. O l’utilizzo di tovaglie, tovagliette, tovaglioli, menù, carta igienica, prodotti con carta riciclata. Perchè poi alla fine paga sempre l’utilizzatore finale.