La provincia di Terni rinuncia a presentare il bilancio di previsione 2015 entro la fine di settembre. Ad annunciarlo è direttamente il presidente di Palazzo Bazzani, Leopoldo Di Girolamo, che mercoledì mattina ha inviato una lettera al prefetto proprio per comunicare l’impossibilità dell’ente di chiudere la partita bilancio nei tempi previsti. Lunedì scorso i dipendenti e i rappresentanti sindacali hanno organizzato assemblee e presidi per chiedere certezza sul futuro, mentre in serata la Regione ha approvato un pacchetto di misure da 15,7 milioni, parte dei quali in arrivo dal governo.
Lettera al prefetto A questo punto, come da norma, la prefettura concederà ulteriori 20 giorni per la presentazione del documento di programmazione economica. Sulla sfondo resta la questione del reimpiego del personale, questione sfociata nello sciopero organizzato nei giorni scorsi. Così il presidente Di Girolamo e il suo vice Giampiero Lattanzi hanno scritto al prefetto (anche se lo stesso Gianfelice Bellesini in questi giorni ha assunto un nuovo incarico) per comunicare che «l’ente non è ancora in grado di produrre uno schema di bilancio completo di previsione 2015 entro il termine di legge fissato al 30 settembre».
Videoinchiesta tra dipendenti: tensione e proteste
Fotogallery: la preoccupazione sui volti dei dipendenti
«È anche colpa di Europa unità a metà»: video
Motivazioni Diversi i motivi per il ritardo. Questi fanno riferimento «alla persistenza di importanti incertezze circa l’attuazione della legge 56 del 2014 (Delrio, ndr) e della legge regionale 10 del 2015». Nella lettera si sottolinea poi che «non è ancora stato eseguito l’accordo Stato-Regioni relativo al finanziamento dei centri per l’impiego e non è stato ancora approvato il decreto ministeriale modificato dalla legge di conversione 125 del 2015 che definisce le somme che le Regioni sono tenute a versare per le spese sostenute dalle Province per l’esercizio delle funzioni non fondamentali, oggetto di riordino. Non è stato infine approvato il decreto di ripartizione del contributo».
Scani, vicecoordinatrice Rsu della Provincia di Terni: video
Dipendenti in assemblea: fotogallery
Presidio dei lavoratori della Provincia di Terni: fotogallery
Lavoratori Diversi dunque i punti che rimandano al governo. Il tutto nelle giornate in cui i lavoratori hanno manifestato per l’incertezza che caratterizza il proprio futuro. A questo punto l’ente ha altri 20 giorni a diposizione per presentare il documento. Oltre quella data, a meno di novità che arrivino da Regione o governo centrale, formalmente si dovrà procedere all’avvio di procedure di default per la Provincia.
