Il mini-documentario visibile su Youtube

di M.Alessia Manti

«Ci hanno insegnato che non c’è speranza (..) siamo dei ‘Poveri…Crisi’». C’è crisi, parola ai giovani. Antonello Strangis, un ingegnere 28enne di Lamezia Terme con l’hobby della telecamera, ha raccolto le voci di studenti e ragazzi che, come lui, vivono a Perugia e che si affacciano al mondo del lavoro in un momento non proprio roseo per l’economia del Paese. Ha realizzato un mini-documentario che, in poco più di dieci minuti, offre uno spaccato collettivo sul concetto di crisi tra i ventenni, scandagliandone i vari significati. Il tutto in chiave ironica e, perchè no, anche onirica.

I protagonisti: il centro-sud a Perugia «I soggetti del mio mini-documentario sono tutti amici miei – dice Antonello -, li ho coinvolti perchè geograficamente rappresentano la Perugia dei fuorisede, ciascuno con il proprio background, la propria visione e il proprio accento». E infatti, le 13 voci che tracciano l’identikit a più livelli di quella che è una delle parole più usate degli ultimi anni, sono di siciliani, calabresi, marchigiani, campani e dintorni. Tutti giovani che vivono nel capoluogo umbro per frequentare l’università o già alle prese con la ricerca del lavoro. Le riprese di «C’è crisi (Viaggio nell’immaginario collettivo)» sono state realizzate nell’arco di otto mesi, nelle stanze dei ragazzi e in giro per la città.

Fuori dal tunnel Dice Daniele, 23 anni: «Ti alzi la mattina, vai all’università e tutti a parlare di sta crisi». Ma cos’è la crisi?». Un concetto relativo, secondo la sua coetanea Giuliana, o concretizzato dal fatto di dover dipendere ancora dai propri genitori, come sostiene invece Ambra. Ma può essere, più semplicemente, il fatto di «sentirsi in crisi» o «in una situazione di immobilità che con l’aspetto economico non ha molto a che fare», quindi «una crisi di valori e d’identità». La crisi è solitamente descritta con l’immagine del tunnel. Così, tra interrogativi, sogni e riflessioni in cui si tenta di camuffare la tristezza con la dovuta ironia ne viene fuori un documento sincero che va oltre quella stessa metafora e che al problema pone anche delle soluzioni, come «l’interessarsi in maniera più diretta alla cosa pubblica». Il video è stato diffuso lo scorso 30 novembre sul canale Youtube di Antonello Strangis.

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