«È stato un anno segnato dall’accoglienza dei profughi ucraini e dall’integrazione delle persone più disagiate», questo il bilancio annuale della Caritas di Terni, Narni e Amelia e dell’associazione di volontariato San Martino alle quali nel 2022 si sono rivolte 4.193, ossia 70 in più rispetto al 2021 (+ 2%). «È importante mettere al centro la persona, con la ricchezza umana che la persona porta con sé – ha detto il vescovo Soddu -. In tutto ciò che fa la Caritas deve emergere il Vangelo, perchè non c’è persona che non sia amata dal Signore e che non debba avere attenzione da parte dei credenti e delle altre persone, nella vicinanza e nel mettersi al servizio degli altri. È necessario trasformare i problemi in opportunità di vita. Se questo è colto dalla nostra comunità e città allora la stessa comunità cresce umanamente. La Caritas non è chiamata a gestire dei problemi, ma a prendere quei problemi e trasformarli in opportunità, per rendere testimonianza dell’amore cristiano».
Emergenza Ucraina, sostenute 350 famiglie «Il 2022 è stato l’anno dell’emergenza Ucraina – evidenzia il direttore della Caritas padre Stefano Tondelli – che è diventata occasione di laboratorio per pensare al futuro. I cittadini sono riusciti ad accogliere tante persone in fuga dalla guerra, con generosità e apertura di cuore, che può essere estesa ad altri, alla presa in carico di problematiche del territorio favorendo l’integrazione delle persone. All’inizio del conflitto in Ucraina sono arrivati, all’improvviso e in maniera disorganizzata, centinaia di donne e bambini traumatizzati, in fuga dai bombardamenti e dalla guerra. La prima necessità era aprirsi all’ascolto, per questo abbiamo dedicato un numero all’emergenza ucraina sia per chi aveva qualsiasi bisogno, sia per chi voleva aiutare; a questo numero si sono alternati 24 su 24 alcuni volontari, elaborando un “data base” delle richieste di aiuto e delle offerte di aiuto per far incontrare la generosità di tanti ternani con i bisogni degli ucraini. L’appello ha generato un’accoglienza generosa, diffusa e gratuita che ha permesso di accogliere così nella prima fase di emergenza circa 70 persone, quasi tutte donne con bambini. Per le esigenze di tutti i profughi ucraini sono stati messi a disposizione gli accessi all’Emporio della Solidarietà, cercando di dare quanto più potevamo, questo ci ha portato a finire le risorse economiche a metà novembre. Abbiamo sostenuto 350 famiglie (circa 800 persone). La ricchezza vera della nostra Caritas diocesana sono le centinaia di volontari che anche in quest’anno hanno continuato a spendersi».
Mensa San Valentino ed Emporio Sono stati 30.000 i pasti consumati alla mensa e consegnati con l’asporto. In occasione delle feste natalizie sono stati distribuiti 30 cesti natalizi, 20 confezioni per l’igiene, 50 confezioni di dolciumi. Alla mensa sono stati accolte 4 persone in attività riparatorie e misura alternativa. Inoltre dal mese di ottobre sono stati ospitati alcuni studenti dell’Ipsia e dell’istituto Casagrande Cesi con un accordo di collaborazione culturale e didattico educativo. Per quanto riguarda l’Emporio della solidarietà nel 2022 sono stati distribuiti 38.134 pezzi di prodotti alimentari (circa 14 mila in più rispetto al 2021, pari a +35%). «In gran parte sono state aiutate le 350 famiglie di profughi ucraini giunte nel nostro territorio ospiti dei familiari che vivono in Italia e poi attraverso la rete di accoglienza messa in atto nel corso dei mesi successivi. Sono stati 537 ucraini (donne e minori) che si sono rivolti allo Sportello Ucraina, gestito dall’associazione di volontariato San Martino per conto del Comune di Terni. I beni sono stati reperiti con i contributi della fondazione Carit, della Caritas Italiana, del Comune di Terni fondo di solidarietà, dell’8 per mille della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Sono stati distribuiti 21.500 capi di vestiario presso l’emporio della Solidarietà a Terni, 50 persone hanno usufruito del Servizio doccia aperto al centro Caritas di via Vollusiano a Terni».
Caritas, associazione San Martino «Tutte le opere di carità – ha detto il presidente dell’associazione San Martino Francesco Venturini – sono segni-semi coltivati in questi anni che faremo in modo che diventino alberi che portano sempre più frutti. Ne semineremo di nuovi che aiuteranno le persone in difficoltà, gli invisibili, le vittime di violenza e tutti quelli che vorranno crescere con la nostra Chiesa diocesana». I servizi offerti sono stati molteplici: «Mensa San Valentino, Emporio della Solidarietà a Terni e in quello di Amelia, gestito dalla Parrocchia San Francesco. Centro di Ascolto nel carcere di Terni dove sono stati effettuati 40 nuovi colloqui, con la consegna a 200 detenuti 2.562
