Nel 2022 le persone che si sono rivolte alla Caritas – associazione di volontariato San Martino a Terni sono state 4.193. Presso l’emporio della Solidarietà in via Vollusiano e ad Amelia sono stati distribuiti 38.134 pezzi di prodotti alimentari (circa 14 mila in più rispetto al 2021, pari a +35%). È aumentata la qualità dei prodotti con il fresco, olio d’oliva, affettati e formaggi, che prima non venivano distribuiti, dando prevalenza a cibi a lunga conservazione. In gran parte sono state aiutate le 350 famiglie di profughi ucraini giunte nel territorio, ospiti dei familiari che vivono in Italia e poi attraverso la rete di accoglienza messa in atto nel corso dei mesi successivi. Tutto ciò grazie anche al progetto ‘Emporio della Solidarietà’ che si propone di dare supporto alle famiglie più bisognose. Un’opera segno della Caritas – associazione San Martino Impresa Sociale resa possibile anche grazie al contributo 54 mila euro della fondazione Carit per il progetto ‘Emporio della Solidarietà: Centro servizi per il contrasto alla povertà”, nell’ambito del Bando 5/2022 Welfare di comunità.
Emporio della solidarietà Terni Il progetto è volto alla crescita e al miglioramento dei servizi offerti dall’Emporio stesso anche a fronte del costante aumento delle richieste di aiuto nel reperimento di beni alimentari e di quelli per l’igiene. «L’Emporio della solidarietà – spiega la Diocesi di Terni, Narni e Amelia – è soggetto attivo della rete dei servizi che operano con la finalità di supportare persone in stato di bisogno alimentare e disagio sociale, attraverso l’attribuzione di una tessera elettronica che permette all’utente di effettuare la spesa di generi di prima necessità (alimentare e non); ma anche la presa in carico e stesura di un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa, volto al superamento della condizione di povertà, e la messa a disposizione dei servizi del Centro servizi per il contrasto alla povertà».
Orientamento al lavoro e mediazione linguistica «Soddisfatto lo stato di bisogno – continua la Diocesi – è previsto il supporto di personale specializzato (assistente sociale, educatore, mediatore al lavoro) con una presa in carico sociale e l’accesso ai servizi quali, orientamento al lavoro, servizio di fermo posta, residenza fittizia, distribuzione di indumenti, di farmaci, Hub digitale, consulenza legale e segretariato e orientamento per l’accesso a servizi, programmi e prestazioni. Inoltre, sarà possibile attivare anche il servizio di mediazione linguistica e interculturale. Grazie alla messa a disposizione di operatori con formazione professionale specifica viene avviato un percorso individualizzato volto a promuovere la massima autonomia possibile, si mira a creare un servizio di prossimità integrato e a costruire sicurezza sociale, organizzando una rete strutturata che offra certezza, a tutte le persone e le famiglie, che potranno contare su un sistema di protezione che risponda concretamente ai bisogni sociali, promuovendo il benessere non solo attraverso interventi di riduzione del disagio e della povertà, con l’erogazione di beni gratuiti di prima necessità alimentari e non, ma anche attraverso il coinvolgimento dei destinatari del sistema di assistenza nei loro percorsi di inclusione sociale ed economica».
