di Iv. Por.
«Da lunedì i medici di medicina generale e i pediatri potranno fare i tamponi antigenici. Contiamo di arrivare a centomila al giorno in più». Parola del ministro della Salute Roberto Speranza al Corriere della sera. Oltre ai test sierologici gratuiti nelle farmacie per studenti e loro familiari, grazie a un accordo tra Regione e Federfarma sottoscritto nei giorni scorsi, per i cittadini umbri dunque è in arrivo un nuovo strumento, i cosiddetti tamponi rapidi, per rilevare se si è entrati in contatto col virus Sars-Cov-2. Ma vediamo di che si tratta e come verranno usati.
TEST SIEROLOGICI NELLE FARMACIE
Tamponi rapidi Come spiega l’ospedale San Raffaele di Milano, il tampone rapido viene somministrato con la stessa modalità del tampone nasofaringeo classico. Il test tuttavia, a differenza di quest’ultimo, non ricerca il genoma virale ma la presenza di proteine di superficie del virus, chiamate anche antigeni. Da qui il nome di “test antigenici”. A differenza del tampone, in circa 15 minuti si riceve l’esito. Ad oggi vengono usati ad esempio negli aeroporti. L’affidabilità è minore che per il tampone molecolare, soprattutto in caso di carica virale bassa ma in base all’esito viene deciso dal medico se sottoporre il paziente all’altro tampone.
Ai contatti asintomatici Il segretario del Fimmg nazionale (il sindacato dei medici di famiglia) spiega che l’accordo sottoscritto col governo prevede che ne vengano fatti almeno 50 mila al giorno (ma Speranza ora appunto dice centomila), innalzando a 300 mila i tamponi fatti ogni giorno in Italia. I tamponi rapidi eseguiti dai medici di base dovrebbero essere destinati ai contatti stretti e asintomatici di un positivo al decimo giorno ovvero al termine della quarantena precauzionale, prima di poter tornare ad avere contatti sociali. Dunque si andrebbe parzialmente a colmare il gap creato oggi dallo stop al testing dei contatti senza sintomi, deciso dalla Regione per l’impossibilità di fare tamponi a un numero elevato di persone per il crescere del contagio. Quindi non ai sintomatici. «Se un mio assistito mi telefona e dichiara di avere sintomi simil Covid – dice Scotti – devo metterlo in contatto con la Asl per effettuare un tampone molecolare». Certo non mancano i problemi. «I medici che hanno già uno studio idoneo – sottolinea Scotti – possono iniziare subito. Per gli altri, l’azienda sanitaria deve individuare luoghi idonei in cui effettuare i test» ovvero «dallo spazio esterno in cui poter montare strutture, agli ingressi separati fino al personale in aggiunta».
Tamponi rapidi dai privati In Umbria una delibera di giunta del 14 ottobre scorso prevede che anche i privati possano effettuare i test antigenici. Finora potevano fare tamponi e sierologici. «Ad oggi – vi si legge – sono 9 i laboratori che hanno completato positivamente l’iter autorizzativo per l’esecuzione del test molecolare e, dal 15 agosto, sono stati eseguiti circa 9.500 test e 243 soggetti sono risultati positivi al tampone (2,5%)». «Nella attuale fase epidemica – prosegue la giunta – è opportuno favorire un uso ancora più esteso della diagnostica per Covid rivolta alle categorie di soggetti che non rientrano nell’ambito della casistica che viene presa in carico dal Ssr, al fine di identificare soggetti asintomatici che possono veicolare il virus. Con tale finalità si intende ampliare i luoghi in cui è consentito prelevare il campione ai cosiddetti “punti prelievo”». Ovviamente c’è tutta una serie di prescrizioni affinché i laboratori privati e i punti prelievo debbano garantire «i più elevati livelli di qualità e appropriatezza». Dopo il prelievo, i dati vengono trasmessi al sistema sanitario regionale.
Gli altri test: tampone Quello più affidabile resta sempre il tampone molecolare. Il test per la conferma della malattia è attualmente a carico del sistema Sanitario nazionale ed è organizzato dalla Asl o dall’Ospedale. Attualmente il tampone basato sulla rilevazione dell’Rna del virus è l’unico affidabile per accertare l’infezione da nuovo coronavirus. Il tampone serve per diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi a scoprire se c’è un’infezione in corso. Il tampone faringeo o naso-faringeo è un esame rapido sia per gli adulti che per i bambini: si esegue in pochi secondi. Viene effettuato tramite un bastoncino con una sorta di cotton fioc alla sua estremità. Il bastoncino viene quindi inserito: nella bocca (tampone faringeo); nel naso (tampone naso-faringeo) del bambino. Il tampone viene poi mandato ad un laboratorio specializzato. Il laboratorio conferma se il virus è presente nel faringe per mezzo di test molecolari.
Sierologico I test sierologici, invece, servono per capire se una persona è già entrata in contatto con il nuovo coronavirus. Il test sierologico per il nuovo Coronavirus si esegue sul sangue che viene raccolto con un normale prelievo. Per alcuni test sierologici rapidi è sufficiente una goccia di sangue ottenuta dal polpastrello di un dito della mano. Quando positivo, il test sierologico dimostra la presenza nel siero (fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi: se gli anticorpi IgM sono positivi l’infezione recente; se gli anticorpi IgM sono negativi e gli anticorpi IgG sono positivi l’infezione c’è stata ma è passata. Tuttavia, il test sierologico non indica necessariamente se una persona è protetta (quindi se gli anticorpi sono veramente neutralizzanti), per quanto tempo la persona sarà protetta (se per tutta la vita, per anni o per mesi) e se è guarita. Il ministero della Salute, in caso di positività ai test sierologici, raccomanda sempre effettuare il tampone.
