Il tribunale penale di Perugia (foto F.Troccoli)

Un fatto: la sanificazione delle aule del tribunale penale di Perugia. Una voce: alcuni giudici o cancellieri positivi. Ma nessuna comunicazione ufficiale, così l’associazione dei giovani avvocati (Aiga) di Perugia prende carta e penna e scrive a tutti i vertici degli uffici giudiziari perugini e a quello dell’ordine degli avvocati per denunciare una situazione che li ha messi a rischio e, più in generale, richiamre al rispetto delle normative anti Covid.

Sanificazione e giudici positivi «L’emergenza Covid-19 – scrivono – sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema Italia, a tutti i livelli. L’unica ricetta possibile è rimanere uniti, organizzare, collaborare, comunicare, mantenere il sangue freddo e avere il coraggio di decidere. Il fulgido esempio di quello che non dovrebbe accadere sembra, invece, essersi verificato nella giornata di ieri (23 ottobre, ndr), quando alcuni nostri Soci si sono trovati a dover svolgere il proprio lavoro di tutela dei diritti dei cittadini, mentre si effettuavano attività di sanificazione nelle aule del Tribunale penale perché – nessuna comunicazione ufficiale era pervenuta all’Avvocatura – pare che vi fossero e/o vi siano Giudici e/o cancellieri risultati positivi al Covid-19. Che la sanificazione fosse in corso è un fatto. Che vi siano positivi fra i membri del personale della Giustizia è una voce di corridoio. Di certo c’è che, tramite canali social, alcuni Colleghi hanno comunicato il loro status di positivo, dopo avere spiegato quali cautele abbiano adottato e quali sacrifici sostenuto per non mettere in pericolo la salute degli altri Colleghi e degli operatori della Giustizia».

Mascherine e distanziamento Secondo l’Aiga «non sta andando bene» anche perché «il sistema dei tracciamenti sembra essere in difficoltà, con tamponi che vengono eseguiti solamente dopo alcuni giorni dalla comparsa dei sintomi». E allora «dobbiamo indossare – tutti, Avvocati, Magistrati e Cancellieri – i dispositivi di protezione, metterci in grado di sanificare le mani con frequenza e operare un vero distanziamento sociale. Dobbiamo pretendere che le udienze siano tenute nel rigoroso rispetto delle norme di distanziamento, in locali sanificati, con la presenza di un numero di persone adeguato e in assenza di tutti coloro che abbiano sintomi di malattie respiratorie. Dobbiamo pretendere che siano individuate figure capaci di gestire l’organizzazione al tempo dell’emergenza, perché Magistrati o Avvocati non sono in grado di organizzare e gestire un sistema che consenta di lavorare in sicurezza».

Assembramenti Invece «ad oggi – scrivono i giovani avvocati – assistiamo ad assembramenti in aule di udienza, a code fuori dagli Uffici giudiziari, a persone che continuano a non indossare i dispositivi di protezione, allo svolgimento di maxiprocessi penali in una sede (Capitini) che non è adeguatamente areata, che contiene sedute in tessuto, che si trova in un complesso scolastico densamente popolato. È tempo di provare soluzioni migliori. Impegniamoci e facciamo valere le nostre capacità, collaboriamo, comunichiamo i positivi (autodenunciamoci), cerchiamo di migliorare con rapidità il sistema, perché le onde salgono e i fatti che stanno accadendo in Italia, la terribile pressione mediatica, rischiano di far saltare tutto, invece di aiutarci ad adottare pochi semplici accorgimenti».

Le richieste Dunque Aiga Perugia chiede che le Autorità adottino provvedimenti come «la sanificazione giornaliera di tutte le strutture, nonché la chiusura delle stesse con immediata sanificazione in caso di scoperta di persone positive», «assicurare lo svolgimento di tutte le attività di udienza regolando il flusso in modo da non creare assembramenti e garantendo la necessaria areazione», «ordinare che tutti indossino sempre (anche durante gli interventi in udienza) le mascherine e che siano dotati di presidi di sanificazione per le mani», «creare un sistema di tracciamento dei contatti autonomo, con adeguate garanzie per la privacy, invitando i positivia comunicare ai Dirigenti responsabili il loro status di salute, con tempestiva comunicazione all’Ordine degli Avvocati delle date e dei luoghi in cui potrebbe essersi trovato un contagiato», «invitare tutti i soggetti coinvolti nello svolgimento delle attività giurisdizionali a scaricare la app Immuni e ad attivarla», individuare una o più figure, adeguatamente formate, al fine di strutturare e gestire un sistema che consenta di lavorare con efficienza e in sicurezza negli Uffici giudiziari».

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