©️Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Assisi al centro del mondo. O, meglio, San Francesco fonte di ispirazione per un presente incerto e un futuro tutto da costruire. Dal cuore dell’Umbria arrivano, in sequenza, due messaggi nel solco del messaggio francescano nel momento di massimo smarrimento planetario per via di una pandemia che, per usare le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo messaggio alla Nazione letto dal loggiato della Basilica Inferiore, «ci sta riproponendo interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte» portandoci «a ripensare a ciò che veramente conta». Ma una indicazione sulla strada da prendere l’aveva indicata, poco meno di 24 ore prima, Papa Francesco, che pochi metri più in là, nella cripta dove giace il corpo del Poverello di Assisi, ha firmato la sua terza enciclica, la prima siglata fuori dalle mura vaticane, dall’eloquente titolo ‘Fratelli tutti’. Citazione francescana, ovviamente. «Un dono immenso – ha definito il gesto il custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti – che addita la linea di orizzonte, l’approdo sicuro e felice per l’umanità. La fraternità è l’humus esistenziale che, come il grembo di una madre, custodisce, nutre ed orienta la nascita».

ENCICLICA ‘FRATELLI TUTTI’: TESTO INTEGRALE

La pandemia «Se tutto è connesso – scrive Bergoglio in ‘Fratelli tutti’ – è difficile pensare che questo disastro mondiale non sia in rapporto con il nostro modo di porci rispetto alla realtà, pretendendo di essere padroni assoluti della propria vita e di tutto ciò che esiste Non voglio dire che si tratta di una sorta di castigo divino – aggiunge -. E neppure basterebbe affermare che il danno causato alla natura alla fine chiede il conto dei nostri soprusi. È la realtà stessa che geme e si ribella. Viene alla mente il celebre verso del poeta Virgilio che evoca le lacrimevoli vicende umane».

FESTA SAN FRANCESCO: LA GIORNATA

Fratelli tutti «I segni dei tempi – scrive Francesco nell’encliclica – dimostrano che la fraternità e la cura del Creato sono l’unica via verso lo sviluppo integrale e la pace». E allora «oggi siamo di fronte alla grande occasione di esprimere il nostro essere fratelli, di essere altri buoni samaritani che prendono su di se’ il dolore dei fallimenti, invece di fomentare odi e risentimenti». Bergoglio parla di «un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole. Pur avendola scritta a partire dalle mie convinzioni cristiane, che mi animano e mi nutrono, ho cercato di farlo in modo che la riflessione si apra al dialogo con tutte le persone di buona volontà».

VIDEO: PAPA AD ASSISI – GUARDA LA GALLERY

Francesco, King, Tutu e Gandhi Un’apertura che va oltre i confini cristiani e anche oltre il confine tra religiosi e laici. «In questo spazio di riflessione sulla fraternità universale – scrive il Papa verso la conclusione -, mi sono sentito motivato specialmente da San Francesco d’Assisi, e anche da altri fratelli che non sono cattolici: Martin Luther King, Desmond Tutu, il Mahatma Gandhi e molti altri» tra cui il «Beato Charles de Foucauld» che «esprimeva la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello, e chiedeva a un amico: ‘Pregate Iddio affinché io sia davvero il fratello di tutte le anime di questo paese’. Voleva essere, in definitiva, ‘il fratello universale’».

PAPA BENEDICE UNA BAMBINA, VIDEO
IL PAPA BENEDICE UNA BAMBINA. GALLERY

Razzismo è virus Se l’obiettivo è la fratellanza «la storia – scrive il Pontefice – sta dando segni di un ritorno all’indietro. Si accendono conflitti anacronistici che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi. In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali». Egoismi, che sfociano nel razzismo che «è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato». «Nessuno dunque può rimanere escluso – si legge ancora nell’enciclica -, a prescindere da dove sia nato, e tanto meno a causa dei privilegi che altri possiedono per esser nati in luoghi con maggiori opportunità. I confini e le frontiere degli Stati non possono impedire che questo si realizzi. Così come è inaccettabile che una persona abbia meno diritti per il fatto di essere donna, è altrettanto inaccettabile che il luogo di nascita o di residenza già di per sé determini minori opportunità di vita degna e di sviluppo».

FRECCE TRICOLORI SU ASSISI

Conte: «Covid porta smarrimento» A 24 ore dalla firma dell’enciclica, il premier Conte si è trovato a leggere il suo messaggio alla Nazione. E non poteva non ripartire dal messaggio che il Papa ha scritto in ‘Fratelli tutti’ e quindi dal Santo che l’ha ispirata. «San Francesco – ha ricordato Conte – con la sua ricca umanità, spiritualità ci parla oggi più che mai. La drammatica crisi sanitaria causata porta l’uomo contemporaneo a misurarsi con la fragilità della sua condizione, con l’angoscia, con lo smarrimento di dover affrontare un nemico invisibile. Da questa drammatica esperienza traiamo, come primo fondamentale insegnamento, il valore dell’essenziale. E in questo senso, il messaggio di san Francesco appare di straordinaria modernità: nel suo amore per la vita semplice e autentica».

FOTOGALLERY: CONTE E DI MAIO AD ASSISI

Non disperdere sacrifici Il premier ha ricordato che «la crisi sanitaria, che si è trasformata inevitabilmente in crisi economica e sociale» ma da qui «possiamo trarre un secondo insegnamento: il valore dell’unità e della fiducia, ci siamo sentiti tutti parte di un comune destino. Abbiamo compreso di essere fratelli tutti, come scrive il Papa nella sua terza Enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale, firmata proprio ieri qui ad Assisi e ispirata, fin dall’inizio, dal messaggio di san Francesco. L’Italia che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata. Siamo consapevoli che il nemico non è stato ancora sconfitto. Siamo consci di non poter però disperdere tutti i risultati sin qui raggiunti a prezzo di molti sacrifici».

La rinascita «Tuttavia – per Conte – c’è un altro insegnamento, «anch’esso francescano», cioè «siamo chiamati a volgere lo sguardo al futuro, abbracciando, con coraggio, con fiducia, una prospettiva di rinascita, di autentica conversione verso un modello di sviluppo più equo, più solidale, più sostenibile, più attento all’ambiente, orientato al pieno e integrale sviluppo della persona. Dobbiamo cogliere questa straordinaria opportunità: l’attesa di una “nuova alba”, che oltrepassi i tanti confini economici, politici e sociali che ci hanno diviso e anche impoverito, non può essere delusa. La nostra missione – e per quanto ci riguarda, anche la nostra attività di governo – richiede uno sguardo fisso sul futuro, tanto ampio da cogliere ciò che non vedremo con i nostri stessi occhi: dobbiamo custodire, rigenerare la “casa comune” per le future generazioni. È questo il compito che ci attende. Lo faremo, dedicheremo a questa missione la massima energia: stiamo elaborando un piano nazionale di ripresa e di resilienza che dovrà consegnare, alle generazioni future, un Paese rigenerato. E anche oggi da Assisi rinnovo l’appello per un nuovo umanesimo, quale l’orizzonte ideale entro il quale disegnare le politiche dei prossimi anni. E la spiritualità francescana, così centrata sull’uomo, è certamente una delle sorgenti più feconde alle quali possiamo attingere – al di là delle differenze culturali o religiose e nel rispetto delle sensibilità di ciascuno – per alimentare e dare sostanza alla questa nuova prospettiva umanista».

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.