La curva di Gompertz per i nuovi positivi con sintomi elaborata da Maurizio Rainisio

di Iv. Por

La pandemia galoppa. I numeri dei bollettini quotidiani allarmano, ma soprattutto a spaventare è il fatto che, nonostante le misure restrittive dei vari Dpcm e ordinanze regionali, non si veda un evidente rallentamento dei contagi. Non solo, i morti e i ricoverati crescono. Quanti esperti, fino alle autorità che gestiscono l’emergenza, abbiamo sentito parlare di crescita esponenziale? Ovvero un modello matematico che vede il raddoppio dei casi in intervalli di tempo che si dimezzano. Ma c’è anche chi non la pensa così e non per questo è un negazionista. È il caso di Maurizio Rainisio, matematico esperto in Biostatistica e Metodologia degli studi clinici, che da settimane pubblica grafici che disegnano l’evoluzione della pandemia secondo un modello diverso che lascia intravedere una speranza, anzi si spinge a dire che «il massimo nel numero di casi sintomatici, se non è già alle nostre spalle, sia in vista». E il punto di svolta per l’Umbria sarebbe a breve, intorno a metà novembre. La data del 9 è puramente indicativa. Ciò che veramente importa è che dopo il picco, dovrebbe iniziare una discesa che, nel migliore dei casi, a fine anno riporterà la situazione come prima dell’inizio dell’ondata di ottobre.

Quali numeri? Ma come si arriva a disegnare questo scenario? Innanzi tutto dalla scelta dei dati. Rainisio scarta a priori il numero totale di casi positivi perché è «un miscuglio variabile nel tempo di casi positivi da screening o tracciamento con casi positivi da sospetto diagnostico» dunque viene influenzato da decisioni politiche, logistiche, o altro, comunque non direttamente legate all’andamento dell’epidemia. Quello dei deceduti, spesso considerato il parametro più attendibile, potrebbe essere ‘inquinato’ da pazienti deceduti per altre patologie che sono anche positivi a Sars-CoV-2. Anche ospedalizzazioni e terapie intensive non sarebbero indicative perché «il parametro fornito è una prevalenza, non un’incidenza di nuovi pazienti, che non si conosce e inoltre potrebbe essere ‘inquinato’ da pazienti ricoverati per altre patologie che sono anche positivi». Quello più affidabile nel bouquet fornito quotidianamente dalla protezione civile, secondo Rainisio, è invece quello dei casi positivi da sospetto diagnostico «in quanto è la conferma di positività a Sars-CoV-2 in seguito a una diagnosi quindi è meno probabile che sia soggetto a inquinamento».

La curva di Gompertz per i nuovi positivi con sintomi elaborata da Maurizio Rainisio il 5 novembre

La curva migliore Preso il dato dei positivi sintomatici, lo studioso di biostatistica li riporta secondo un modello matematico detto curva di Gompertz. «Nel nostro grafico – spiega -, il risultato deriva direttamente dall’approssimazione di una curva i cui parametri sono stati stimati derivandoli dai dati con uno specifico algoritmo. Salvo la decisione di usare appunto il modello Gompertz e quella, arbitraria, di far partire la seconda ondata dell’epidemia il 5 ottobre, non ci sono ulteriori influenze di chi scrive sui risultati». Perché la curva logistica di Gompertz? «Semplice: perché ha un asintoto, cioè un massimo al di sopra del quale non può andare. In natura tutto ha un limite massimo, l’esponenziale invece non ha un limite massimo. Questo è un dato di fatto, nessuna epidemia (in realtà nessun fenomeno naturale) è mai cresciuto esponenzialmente se non per breve periodo».

Punto di svolta Dunque, mettendo sul grafico lo scostamento medio dei nuovi positivi sintomatici per milione di abitanti si vede un tratto di crescita che potrebbe essere confuso con la crescita esponenziale fino alla fine di ottobre, poi la curva piega e lascia intravedere l’arrivo del punto di massimo. Così fosse, nel giro di un paio di settimane il massimo riguarderebbe a cascata i ricoveri e poi i decessi. Ovviamente i dati del passato non dicono tutto e l’evoluzione, potrebbe dipendere da fattori ‘esterni’, quali i comportamenti individuali che potrebbero influenzare i dati dei prossimi giorni e quindi avvicinare o allontanare il massimo. «Come sempre – rimarca Rainisio – nessuno ha la sfera di cristallo, neanche il signor Gompertz e tanto meno noi. Queste sono semplici stime, con una loro relativa attendibilità, che possono essere superate e smentite dalla realtà in qualsiasi momento. Usiamo il modo indicativo per quello che conosciamo. Per il futuro, per serietà, ci affidiamo sempre al condizionale».

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