Guido Bertolaso

«Ieri abbiamo fatto una riunione a Perugia anche lavorando su quella che sarà la terza ondata perché se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti liberi dal Covid-19, sbaglia. Dovremo essere pronti a una terza ondata per febbraio e marzo». Lo ha detto l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, attualmente consulente della Regione Umbria sull’emergenza Covid.

Umbria sotto controllo Secondo Bertolaso «in Umbria la situazione sul fronte Covid è abbastanza sotto controllo, stiamo riorganizzando il piano sanitario di quella regione, c’erano moltissimi ospedali sparsi in un territorio non molto vasto, ne hanno chiusi alcuni razionalizzando le risorse economiche e umane. Sono arrivati due ospedali da campo, uno a Perugia e uno a Terni. Si pensa di avere altri 30, 35 posti di rianimazione, quindi credo che l’Umbria sia in grado di resistere a questa seconda ondata».

Arcuri e il vaccino «Ho visto che hanno dato l’ennesimo incarico al commissario Arcuri – ha detto Bertolaso a Radio 105 -. Diciamo che Arcuri ha fatto cosi’ tante pessime figure nei mesi passati che questo sara’ il momento del suo grande riscatto. Non posso credere che la distribuzione del vaccino contro il Covid non funzioni. Funzionerà. Ho visto che sono state messe di mezzo le Regioni e Arcuri si è già mosso: il vaccino arriverà se tutto va bene non prima della fine di febbraio e hanno quasi tre mesi per organizzarsi. Penso che questo problema verrà facilmente superato».

Caso Civitanova Bertolaso è stato oggetto, stamane, di un servizio sul Fatto quotidiano, in cui si analizza l’inserimento nel ‘Piano di salvaguardia’ di un modulo dell’ospedale realizzato nella fiera di Civitanova Marche per i pazienti umbri. Modulo, si sottolinea, che verrà attivato spostando personale e attrezzature dall’Umbria. La senatrice umbra Emma Pavanelli e il senatore marchigiano Mauro Coltorti, del Movimento 5 Stelle, sottolineano come «il piano straordinario partorito da Guido Bertolaso per la gestione dell’emergenza sanitaria in Umbria è completamente privo di buonsenso ed è assolutamente impraticabile perché toglierebbe personale specializzato prezioso al territorio umbro che ne ha estremamente bisogno, non darebbe un contributo al potenziamento delle infrastrutture preposte e costerebbe un sacrificio impensabile per medici, infermieri e operatori». «Apprendiamo da notizie di stampa – spiegano -, che l’idea sarebbe quella di trasferire pazienti, medici e macchinari al Covid Hospital di Civitanova Marche, a più di 150 chilometri da Perugia. Il tutto mentre la Usl locale annuncia il depotenziamento di due ospedali a Terni. Il ricorso alla struttura marchigiana provvisoria, che sarà dunque smantellata a fine pandemia, si sarebbe reso necessario per i ritardi nella realizzazione dell’ospedale da campo annunciato dalla governatrice Tesei ad aprile (con un investimento di ben 4,5 milioni di euro), ma che non sarà ultimato prima di Natale. Perché non è stato preso in considerazione il piano delle opposizioni in Regione? Già ad aprile, Pd e M5S avevano proposto la riqualificazione e il recupero di due strutture disponibili da subito, una a 100 metri dall’ospedale di Terni, l’altra a Perugia. Sarebbe stato troppo facile? Sembra quasi che con questa operazione si voglia dare un senso all”astronave’ marchigiana, per la quale lo stesso assessore alla Sanità della giunta Acquaroli, Saltamartini, ha ammesso di non avere personale e strumentazione sufficienti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.