Il presidente Lodovico Principato durante la cerimonia di giovedì (Foto F.Troccoli)

Serve «uno stabile sistema di regole che dia certezza agli amministratori pubblici sui limiti dei loro poteri gestionali e altrettanta certezza alle regole del processo». Lo ha detto giovedì mattina nella sua relazione il presidente della sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti, Lodovico Principato, relazione letta durante l’inaugurazione alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Catiuscia Marini e il prefetto di Perugia Enrico Laudanna.

Senza certezza del diritto non c’è giusto processo L’azione giudiziaria «appare insicura – spiega ancora principato – per le tante norme che si accavallano in modo disordinato con incertezze, dubbi ed appesantimenti processuali». Manca insomma quella «certezza del diritto da cui soltanto può conseguire un giusto processo». Per quanto poi riguarda la situazione specifica della Corte dei Conti dell’ Umbria c’è una carenza di magistrati e di personale amministrativo specializzato. «Tuttavia – ha detto il presidente – è stato eliminato l’arretrato del contenzioso pensionistico, è ancora ragionevole la durata dei processi, è operativo il dialogo con le amministrazioni per l’acquisizione e l’esame sistematico dei conti giudiziali. Ciò fa ben sperare per il futuro».

Gli ostacoli Il presidente Principato pone poi l’accento contro alcuni «segnali» che arrivano dal legislatore e da alcuni orientamenti della Cassazione che danno vita a limitazioni ai poteri di intervento della Corte dei conti. In particolare il presidente si sofferma intorno al più restrittivo concetto di danno all’immagine pubblica, perseguibile in pratica solo in presenza di una condanna penale. Nel mirino poi ci sono i limiti imposti alle Procure regionali per l’avvio dell’attività istruttoria, che può prendere il via solo se le Procure sono a conoscenza di «concrete e specifiche notizie di danno».

Umbria, tante le irregolarità Intrattenendosi coi giornalisti prima dell’inizio della cerimonia, il presidente Principato ha sottolineato come «in Umbria siamo sul filo della continuità. Non abbiamo avuto casi eccessivi di peculato o concussione, ma piccoli episodi, dei quali alcuni non ancora sottoposti a verifica. Escludendo l’area degli illeciti rilevanti ai fini penali, e non mi sento di dire che in Umbria sussistono episodi penalmente rilevanti e quindi anche contabilmente rilevanti, rimangono però tante irregolarità di tipo amministrativo e in scelte contrarie alle norme».

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