Al centro la presidente del Corecom Gabriella Mecucci

di Iv. Por.

«Nel 2014 oltre tremila utenti si sono rivolti a noi e siamo riusciti a restituire quasi un milione e 200 mila euro, con un +33 percento rispetto al 2013». Ci sono i numeri del servizio contenziosi per la conciliazione e la definizione delle controversie tra gli operatori della comunicazione al centro del primo bilancio del nuovo Corecom tutto al femminile, con la presidente Maria Gabriella Mecucci e le consigliere Stefania Severi e Maria Mazzoli, oltre alla dirigente Simonetta Silvestri e alla responsabile del servizio contenzioso, Sabrina Di Cola.

Par condicio Prima di snocciolare i dati sull’attività 2014 del Comitato regionale per le comunicazioni, Mecucci ha annunciato che, in vista delle elezioni regionali, la convocazione dei comizi elettorali è stata fissata per il 16 aprile, data dalla quale dunque scatterà la legge sulla “par condicio” sui mezzi di informazione, su cui il Corecom è chiamato a vigilare e i cui dettagli verranno pubblicati a breve sul sito. Quest’anno, inoltre, la campagna elettorale verrà monitorata da alcuni stagisti dell’Università di Perugia, che analizzeranno come i media seguiranno l’avvicinarsi all’appuntamento del 31 maggio.

Core business Tra le varie attività svolte dal Corecom, quella che tocca più da vicino i cittadini e le imprese è quella sui contenziosi per la conciliazione e la definizione delle controversie con gli operatori della comunicazione. Spiegato in parole povere, chi ha una grana con un’azienda di telefonia o simile può rivolgersi al Corecom che, non solo tenterà una conciliazione, ma passerà anche all’eventuale udienza per risolvere il conflitto. «E’ oramai diventato il core business del Corecom – ha detto Mecucci -. Nel 2014 si sono rivolti a noi 3.081 utenti, con un aumento del 14% sul 2013 e del 30% rispetto al 2012. Un’attività che ha rimesso nelle tasche di cittadini e piccole-medie imprese della regione quasi 1 milione e 200 mila euro, con un più 33% rispetto al 2013». L’avvocato Di Cola ha specificato che «almeno il 50 per cento della nostra utenza è costituita da aziende, anche grandi e anche con partecipazione pubblica. Il nostro servizio, che è gratuito, piace e dà risultati anche in tempi brevi: in 30-40 giorni riusciamo ad avere una decisione definitiva. E alcune delle nostre delibere hanno riguardato anche grandi gruppi, con 50 mila euro di lavoro rimborsato».

L’appello Tanto efficace è questo servizio, attualmente svolto da due sole persone, che per la presidente Mecucci «sicuramente aumenterà e noi vogliamo che sia così. Perciò riteniamo che l’Assemblea regionale debba fare uno sforzo per aumentare il personale e fornire professionalità qualificate». Per Simonetta Silvestri l’ideale sarebbe avere almeno altre 4 professionalità qualificate, ma i tagli ai costi sia del governo che delle regioni renderanno arduo l’ottenimento di questo obiettivo.

Legge contro la crisi dell’editoria Un altro aspetto rilevante del Corecom è la contribuzione alle emittenti radiotelevisive locali. «C’è stato uno slittamento nella formulazione della graduatoria – ha affermato Mecucci – dovuto alla nomina dei nuovi membri del Comitato. Ma ci stiamo lavorando e posso assicurare che la decisione sarà deliberata nella prossima riunione». La presidente ha assicurato anche una battaglia per sensibilizzare partiti politici e istituzioni sulla grave crisi che sta attraversando l’editoria, a partire da quella locale. «In Veneto ad esempio – ha sottolineato – è stata fatta una legge. Il problema va affrontato anche qui e il mio impegno è che se si farà dovrà riguardare tutto il mondo dell’informazione, compresa quella online».

Altri progetti Infine è sono stati illustrati due progetto dall’impronta sociale. Il primo è quello della tv di comunità, che intende promuovere un’informazione che viene dal basso. «Sono stati raccolti servizi di natura giornalistica sulle attività delle associazioni di volontariato umbre e i problemi dei territori dove operano. Materiale utile dal quale ricaveremo anche, in collaborazione con la Scuola di giornalismo, un filmato documentario sull’impegno del volontariato nella nostra regione. Un prodotto televisivo che verrà inviato alle emittenti locali, chiedendone la messa in onda». Poi c’è «il progetto che stiamo portando avanti nelle scuole con la polizia Postale per sensibilizzare i giovani sui rischi della rete internet».  Maria Mazzoli ha concluso ricordando «il protocollo d’intesa firmato con l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria per garantire una qualità dell’informazione e una valorizzazione delle competenze giornalistiche. È nostra intenzione portare avanti questa collaborazione e intensificarla – ha detto – organizzando insieme conferenze e ricerche».

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