Un cimitero (Foto di archivio)

Chi vuole una tomba anticipa il 50% dell’importo e se il Comune non rispetta il patto, restituisce i soldi con gli interessi. Si inventa anche questo in tempo di crisi e patto di stabilità: il loculo in compartecipazione. L’iniziativa è dell’Amministrazione di Corciano.

Privati cercasi «In costanza di Patto di Stabilità – spiega l’assessore Luca Terradura – la compartecipazione della cittadinanza diventa necessaria; l’Amministrazione comunale, non potendo fare altrimenti, dal suo insediamento ha concentrato gli interventi diretti sull’edilizia scolastica e su un vasto piano di manutenzione stradale – peraltro settori di intervento oggettivamente importanti – quindi, per l’ampliamento dei cimiteri contiamo sul coinvolgimento dei privati».

Tutto esaurito Il provvedimento messo in campo dall’ente per intervenire, almeno per ora, sui cimiteri di San Mariano, Mantignana e Castelvieto. «La capienza degli stessi è ormai esaurita – aggiunge Terradura – possiamo parlare di una reale emergenza rispetto alle altre strutture del Comune (Corciano, Solomeo, Migiana, Chiugiana, Capocavallo, ndr), per questo abbiamo emanato un avviso finalizzato alla richiesta di concessione loculi colombari ed edicole funerarie così da poter disporre di risorse per realizzare gli interventi senza incidere sui vincoli di bilancio».

Come funziona Al momento del perfezionamento della richiesta, infatti – il termine ultimo per il ricevimento stabilito inizialmente per il 30 ottobre è stato prorogato al 9 novembre prossimo – è previsto il versamento del 50% dell’impegno di spesa sottoscritto, da saldare al termine dei lavori ed a collaudo avvenuto. L’Amministrazione si impegna a consegnare i loculi e le edicole al massimo entro due anni, pena la restituzione agli interessati delle somme versate. «Maggiori saranno le domande – auspica l’Assessore – prima sarà possibile dare inizio ai lavori. Il problema è particolarmente sentito dalla cittadinanza e non è certo possibile risolverlo come provò a fare lo scorso anno il Comune di Falciano del Massico, in provincia di Caserta, dove il sindaco emise un’ordinanza, la n. 9 del 5/3/2012, che disponeva ‘è fatto divieto, per quanto nelle possibilità di ciascuno, ai cittadini residenti o comunque di passaggio di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell’aldila’. I media nazionali diedero ampio risalto al provvedimento ma qui in Umbria, soprattutto a Corciano in cui opera l’amministrazione più giovane della Regione ma non per questo la meno attenta o sensibile, non ce la sentiamo di ironizzare».

Patto di stabilità Scherzi a parte, la conclusione di Terradura è tutta rivolta all’attualità ed al dibattito che vede coinvolto il Governo centrale da una parte ed i Comuni dall’altra. «Anche i Comuni devono essere messi nelle condizioni d’investire su aree d’intervento solo apparentemente secondarie rispetto ad altre, per questo – sottolinea – è necessario poter contare su opportune deroghe al Patto di Stabilità, oltre che su risorse certe, che premino gli Enti locali virtuosi. E’ da sperare che l’unione di intenti degli amministratori delle realtà più vicine ai reali bisogni dei cittadini, possano tradursi in azioni concrete. Un allentamento di questo Sistema di regole che, imponendo dei vincoli alla finanza delle Regioni e degli enti locali, ne determina di fatto gli obiettivi programmatici, non deve essere un tabù, né i Comuni devono stancarsi di chiederlo, soprattutto per impiegare risorse in investimenti e dare fiato all’economia».

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