di Giorgia Olivieri e Elle Biscarini
Molto di più di una scuola di cucina: una comunità, una rete sociale e, soprattutto, uno squarcio sulla realtà dello spettro autistico. Questo è Cookism – autismo in cucina, un progetto di Daniele Guerra con sede all’Università dei Sapori di Perugia, pensato per formare come cuochi persone autistiche e dar loro la possibilità di trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro.
VAI AL VIDEO – LE VOCI DEI RAGAZZI E DEI VOLONTARI
Il progetto Cookism – autismo in cucina è a tutti gli effetti una scuola di cucina permanente per persone nello spettro autistico. Oltre a questo, il piccolo ma grande obiettivo del progetto è anche quello di formare una brigata itinerante, che possa creare la linea per eventi come catering. I ragazzi e le ragazze di Cookism hanno già potuto maturare questo tipo di esperienza lungo il primo anno di vita del progetto, grazie alla collaborazione con Popup – libri, spunti, spuntini e la loro associazione MenteLocale e in occasione di Stranieri per una notte, evento dell’Università per Stranieri di Perugia.
Il fondatore La storia di Cookism è strettamente legata alla storia personale del suo fondatore, Daniele Guerra, e a quella che lui definisce la sua «triplice professionalità». Daniele si forma come educatore sociale a Bologna, proprio durante gli anni dell’università si avvicina al mondo della cucina «sia per arrotondare che per passione», lavorando in ristoranti di amici. Dopo gli studi, Guerra lavora per parecchi anni in una struttura di recupero per tossicodipendenti e alcolisti in Emilia Romagna, senza mai abbandonare l’interesse per il food, sia come cuoco freelance che in varie realtà ristorative di Perugia. Nel 2017 arriva l’incontro con l’Università dei Sapori, dove ricopre il ruolo di insegnante di tecniche di cucina in corsi di recupero del drop out scolastico per ragazzi che non hanno portato a termine il percorso scolastico.

E Cookism fu È nel 2021, invece, che nasce la storia di Cookism: «Lavoravo già da circa un anno con un’importante cooperativa di Perugia – racconta Daniele ai microfoni di Umbria24 – e mi occupavo di interventi domiciliari. Tra gli altri avevo questo ragazzo autistico, Francesco, e i genitori, sapendo che ero anche un cuoco e un insegnante di cucina, una volta a settimana mi facevano cucinare con lui nella loro cucina, spesso facevamo lo spezzatino. Da là è nata quest’idea, mi sono detto perché non pensare a qualcosa del genere però permanente?». Il suo ideatore ci tiene a sottolineare di non essersi «inventato niente», ma si prende il merito di aver dato vita a una scuola permanente, che «ha un programma strutturato, un metodo, un setting e una didattica specifica».
Cambiare sguardo Grazie alla strutturazione del progetto, Cookism si pone tre obiettivi fondamentali, come spiega Daniele, «socialità, sviluppo del potenziale umano e una sorta di cittadinanza attiva che riguarda le famiglie». Non solo, quindi, un ambiente pensato per questi chef in erba, ma anche per le loro famiglie, «spesso purtroppo i loro genitori hanno delle difficoltà, sono abbandonati – continua il fondatore – Una persona autistica ha delle esigenze particolari, molto profonde, le cui risposte a volte sono impegnative e quando finiscono il percorso scolastico sono fondamentalmente relegate in casa, quando invece hanno piacere nello stare in mezzo alle persone». Per questo motivo, a fare la differenza sono la dimensione sociale del corso e la possibilità per i partecipanti di apprendere competenze valide dal punto di vista lavorativo. «Il lavoro è qualcosa di importante per qualsiasi persona, anche per una persona autistica: significa essere guardato diversamente dalla società, restituire uno sguardo di sé che vada oltre quelli che sono i classici canoni di pietismo e pregiudizi vari», conclude Daniele.

La squadra Al fianco dei ragazzi protagonisti di Cookism e di Daniele, tanti volontari e volontarie che offrono un sostegno ai partecipanti al progetto, dedicando loro il proprio tempo e le proprie competenze, in quanto professionisti del sociale a vario titolo. Cookism è infatti è un progetto totalmente indipendente, e, al fine di gestire al meglio i costi e poter rendere il corso accessibile ad un maggior numero di persone, Daniele e i volontari e le volontarie, sono aperti al contributo di sponsor.
