È partita in tutta Italia una nuova fase di verifiche da parte della Agenzia delle Entrate rivolta a chi ha beneficiato del Superbonus 110% e non ha provveduto ad aggiornare la rendita catastale dell’immobile: non si tratta di una sanzione immediata, bensì di una «comunicazione di compliance» che invita a chiarire o regolarizzare la propria posizione.

In particolare, dopo una prima tranche di circa 3.000 missive inviate in primavera, sono in programma circa 12.000 nuove lettere entro la fine dell’anno. L’operazione farà parte di un piano più ampio che prevede circa 15.000 lettere nel 2025, 20.000 nel 2026 e 25.000 nel 2027.

La lettera inviata dall’Agenzia contiene il codice fiscale del contribuente, l’identificativo catastale dell’immobile oggetto dei lavori agevolati e un invito a chiarire o ad adeguare la rendita catastale, qualora questa non fosse stata aggiornata pur essendo cambiata la consistenza o il valore dell’immobile. Non si tratta di un atto di accertamento automatico, ma di un invito a regolarizzare la posizione o a fornire spiegazioni entro tempi stabiliti.

In Umbria, dove molte abitazioni unifamiliari e palazzine condominiali hanno beneficiato del Superbonus, la mancata variazione catastale può generare effetti su Imu, Tari e imposte di successione, oltre che aprire la strada a possibili accertamenti futuri. È dunque importante che i cittadini verifichino se i lavori effettuati abbiano modificato la consistenza, la destinazione d’uso, la superficie o altri elementi rilevanti che rendono obbligatoria la variazione catastale.

Chi riceve la comunicazione può avviare una delle due strade : verificare se effettivamente ci sia stato l’obbligo di aggiornamento della rendita e, in caso affermativo, procedere – tramite tecnico abilitato – alla dichiarazione di variazione catastale (modello Docfa) oppure, se ritiene di essere in regola, inviare all’Agenzia la documentazione che attesti la correttezza dei dati.

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