di Lucia Caruso
Un evento astronomico da non perdere anticiperà di qualche ora l’arrivo della primavera. Si tratta di quella che è stata ribattezzata come l’ “eclissi dell’equinozio”, un’eclissi totale di sole che avverrà il 20 marzo. Il fenomeno, osservabile nella sua interezza sull’Atlantico settentrionale, dalle Isole Faeroer e dalle Isole Svalbard, promette di regalare, tempo permettendo, uno spettacolo anche nei cieli dell’intero stivale.
In Italia Ma se i Paesi scandinavi saranno più fortunati, in Italia si vedrà, a partire dalle 9 del mattino per raggiungere il suo apice alle 10.30, un’eclissi parziale. Il disco solare sarà infatti coperto solo in parte dall’ombra della luna, la quale si troverà con quest’ultimo e con la terra perfettamente allineata. Quindi, come ricorda l’istituto nazionale di Astrofisica, «la percentuale di questa copertura dipenderà dalla latitudine dell’osservatore. Ad esempio, a Milano, si avrà una copertura massima pari al 68 percento del diametro apparente del sole, mentre a Palermo non si supererà il cinquanta per cento. Per un osservatore da Roma, la luna inizierà a coprire il sole alle 9.24 di mattina. Il massimo dell’oscuramento si avrà attorno alle 10 e quaranta, mentre il fenomeno si concluderà alle 11.43, con l’uscita definitiva del nostro satellite dal disco solare. Questi tempi variano di qualche minuto, in più o in meno, al variare delle località italiane da dove si osserva l’eclissi».
In Umbria In Umbria l’appuntamento astronomico comincerà a vedersi alle 09.25 per toccare il suo massimo alle 10.32. Si concluderà alle 11.44.
Come osservare l’eclissi Per osservare l’eclissi di sole è importante utilizzare i filtri solari poichè guardare il sole, a occhio nudo, anche per pochi secondi, danneggerebbe la vista. Sconsigliati anche telescopi casalinghi e altri metodi di osservazione fai da te. L’ideale sarebbe indossare occhiali certificati, prodotti proprio per guardare le eclissi e acquistati in un’ottica, o al massimo occhiali da saldatore.
I rischi Secondo alcuni esperti questo fenomeno potrebbe causare disagi e ingenti perdite economiche, dovuti a possibili blackout degli impianti energetici in Europa. Questo perchè negli ultimi anni è cresciuto il numero degli impianti a energia solare. «Il rischio di un incidente non può essere escluso», dichiara il portavoce della rete elettrica europea Entso-E (European network transmission system operators for electricity), sottolineando il fatto che questa eclissi rappresenterà un «test senza precedenti per il sistema elettrico europeo». Il rischio è soprattutto per quei paesi in cui il fotovoltaico ha un ruolo importante come la Germania. «Nella mattina del 20 marzo – scrive la Entso in un documento di analisi sugli impatti portati dall’eclissi – circa 35.000 megawatts, ossia all’incirca l’equivalente di 80 impianti convenzionali di media grandezza, svaniranno dai sistemi elettrici europei prima di rientrare gradualmente: tutto nello spazio di due ore».
L’equinozio di primavera Sempre per la giornata del 20 marzo, alle 22.45, sarà la volta dell’equinozio di primavera, il momento astronomico che segna il passaggio alla ‘luce’, quindi le ore di sole supereranno quelle di buio.
