Tribolata. La procedura che dovrebbe portare alla fusione di cinque comuni dell’orvietano, si conferma destinata a far discutere. E l’approssimarsi delle elezioni amministrative non aiuta.
L’audizione La prima commissione del consiglio regionale, presieduta da Oliviero Dottorini, ha ricevuto lunedì mattina audizione tre dei cinque sindaci dei Comuni (Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone) interessati al progetto di fusione ed i rappresentanti dei comitati di cittadini che si oppongono o sono favorevoli alla fusione stessa. Si è parlato, soprattutto, del disegno di legge della giunta che propone di consentire un referendum sul tema ‘in ogni periodo dell’anno’, con una modifica della legge regionale numero 14 del 2010.
I sindaci I tre sindaci intervenuti – di Fabro, Ficulle e Montegabbione – si sono espressi favorevolmente nei confronti della fusione e dell’immediatezza della consultazione referendaria. Secondo Andrea Ricci, sindaco di Monteggabbione, «l‘unione è un qualcosa in più e i servizi non potranno che migliorare. Attualmente noi abbiamo 4 dipendenti e 2 operai. E lo stesso sindaco firma gli atti dell’anagrafe», mentre per Gino Terrezza, sindaco di Ficulle, è indispensabile dare «ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum. Teniamo conto che per i comuni ci sono sempre meno risorse e abbbiamo dovuto ridurre i servizi per gli anziani, a fronte di un notevole incremento della stessa popolazione anziana». Mauro Terzino, sindaco di Fabro è deciso: «Dobbiamo fare il referendum al più presto. Attualmente prestiamo personale a chi non ce l’ha. Per esempio il Comune di Parrano non ha nemmeno la ragioniera, gli prestiamo la nostra».
Cittadini contro Nei Comuni, però, sono sorti del comitati che si oppongono al progetto: per Fabio Roncella e Isabella Marchino, del comitato ‘no alla fusione’, il referendum prima delle elezioni amministrative non si deve fare, «perché l’esito referendario influenzerebbe in maniera determinante questo appuntamento e se serve ed è importante programmare questo obiettivo di fusione, ad oggi manca un progetto concreto e credibile»; mentre per Paola Lanzi e Francesca Barbini, del comitato ‘cambiamenti’ di Ficulle, «la fretta sta creando grandissima confusione nei cittadini ed il progetto di fusione è strumentale, senza un piano di fattibilità. Si dia vita a forme associative di gestione di servizi, ma no ad una troppo frettolosa fusione».
Cittadini a favore Matteo Ragnacci, del comitato ‘si officine comune’ parla di «un territorio sottosviluppato che non riesce a dare risposte ai giovani, agli anziani e ai disabili. Il referendum è un’opportunità per tutti», mentre Renato Testa evidenzia che «la viabilità, le strade nei nostri territori sono un vero e proprio disastro e la risposta non è rappresentata dalle convenzioni, bisogna perseguire la fusione come obiettivo oggettivamente ottimale». Luciano Martelloni, invece, ricorda che «da oltre dieci anni si parla di Comune unico o comunque di unificazione dei servizi. Ma non si sono fatti passi in avanti. La cosa importante è che tra tutti questi territori c’è comunque, una buona integrazione sociale. Oggi c’è l’opportunità che i cittadini si possano esprimere e questa è la maggiore espressione della democrazia. Sarebbe importante poter effettuare il referendum prima delle ‘amministrative’».

Da correggere i due nomi del comitato per il NO, Isabella Marchino e Fabio Roncella
Fatto, grazie per la segnalazione