di Chiara Fabrizi
La giunta Cardarelli ci prova. È stato confezionato il corposo avviso di alienazione dell’azienda San Felice (Giano dell’Umbria) di proprietà del Comune di Spoleto che, dopo perizie valutative e serrati confronti tecnici e politici, ha messo in vendita circa 150 ettari di terreni e una decina di fabbricati tra cui un agriturismo con piscina, individuando in 3,3 milioni di euro il prezzo a base d’asta.
Azienda di Giano in vendita L’operazione immobiliare è al vaglio del municipio fin dalla fine del 2013 quando l’amministrazione Benedetti, alle prese col buco di bilancio, legò la copertura del disavanzo di parte capitale di 4,5 milioni alla vendita degli appezzamenti e degli stabili, ma non si andò oltre alla pubblicazione dell’avviso per le manifestazioni d’interesse, due, si disse, quelle pervenute agli uffici del Comune. Ora, invece, sul piatto c’è l’alienazione del complesso, nonostante il buco di bilancio col consuntivo 2014 sia stato ridotto a 1,8 milioni di euro.
Operazione da almeno 3,3 milioni Nel massiccio faldone che accompagna la pratica pubblicata all’albo pretorio si mette subito in chiaro che su 77 ettari, più agriturismo, piscina, frantoio, magazzino, laboratorio, concimaia, serra e fienile pende attualmente un contratto di affitto siglato dal municipio nel 2000 e valido fino al 2020. La presenza di un locatario, va detto, è sempre stata considerata un ostacolo all’investimento di eventuali soggetti interessati all’azienda San Felice e quindi alla vendita dell’immensa proprietà composta perlopiù da terreni seminativi per la coltivazione di avena, segale e altri cerali.
Terreni Nel complesso, però, non mancano gli oliveti, quasi 10 mila quelli che si contano, né i vigneti che occupano 8,5 ettari e producono grechetto, sagrantino, sangiovese e merlot. Tra le particolarità dell’azienda va segnalata la presenza di un gelseto di 1,2 ettari impiantato nel 1993 nell’ambito di un progetto sperimentale per la coltivazione dei bachi da seta attualmente non praticata, ma anche di una diga che, tra le altre, necessita da gara di un servizio di guardiania.
Immobili Sul fronte immobiliare nel centro aziendale attualmente ribattezzato Tenuta San Felice, oltre all’agriturismo (560 mq) dotato di 5 appartamenti, tre camere e piscina (98 mq), c’è anche un ristorante (277 mq), frantoio con rimessa e magazzino (616 mq), stalla ovini (415 mq), fienile e deposito (412 mq), rimessa attrezzi (173 mq), laboratorio preparazione e degustazioni di prodotti locali (84 mq), serra per la coltivazione dei bachi da seta (245 mq), concimaia (216 mq). All’interno della proprietà, in località Casa Saffo, ci sono anche due abitazioni con pollaio e annesso agricolo (566 mq), mentre nel cespite denominato Casa Sorbi ma da ristrutturare ci sono altri 858 mq classificati come abitazioni rurali e altri 450 circa nell’area di Camporeggiano.
Dettagli Per terreni e immobili vengono richiesti minimo 3,3 milioni di euro con l’eventuale aggiudicazione che avverrà in favore del miglior offerente secondo la logica del massimo rialzo. L’asta è aperta a tutti dalle persone giuridiche a quelle fisiche chiamate a versare un deposito provvisorio a titolo di cauzione pari a 165 mila euro unitamente a tutta la documentazione prevista dall’avviso e all’offerta economica che dovrà essere presentata entro il 31 marzo del 2016.
Twitter @chilodice

Perchè……………………non regalarlo Direttamente…………..???? Io non posso, anzi, non voglio credere che i nostri Amministratori. non siano riusciti ad avere un idea migliore di quella dell’alienazione di un Bene così Bello e Prezioso per la nostra Città……..Le alternative????…..Una potrebbe essere:………….Dare in gestione Tutte le varie attività che all’interno dell’intera tenuta posso coesistere e magari incrementarle, ma con giusti contratti e non alla solita maniera della cosa Pubblica, così da mantenere la Proprietà dell’intero bene, che verrebbe anche manutenuto in condizioni ottimali senza costi per la Città e comunque avere svariate entrate annue che potrebbero permetterci qualche investimento sulla città……………………………Questo è il mio pensiero…..Ma sono Solo un comune Cittadino……………..
SPERIAMO SIA STATA PUBBLICIZZATA ANCHE TRAMITE AGENZIE INTERNAZIONALI IN USA E NORD EUROPA…
Non si capisce perchè succede tutto a Spoleto! Vorrei ricordare che, se il contratto d’affitto, avesse avuto la durata prevista dalla legge sui patti agrari n° 203/82, cioè una durata massima di 15 anni, oggi il bene sarebbe stato libero da vincoli e quindi più facilmente vendibile!